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DE Bericht der Umweltschutzorganisation Legambiente
IT rapporto ecomafia (36)
indagine annuale di Legambiente sull'illegalità ambientale (1)

Fonti esterne/Externe Quellen

rapporto ecomafia in Linguee - Pons - Treccani
Bericht der Umweltschutzorganisation Legambiente in Linguee - Pons

DeutschItaliano
Definition: Dokument zur Veröffentlichung von Statistiken und Fakten über die ecomafia und die Auswirkung deren Tätigkeit auf die Umwelt.
Quelle: Autorin des Glossars
Definizione: Dossier di Legambiente che monitora e denuncia puntualmente la situazione della criminalità ambientale.
Fonte: Legambiente



KontextErst am Dienstag hatte die Umweltschutzorganisation Legambiente in ihrem jährlichen Bericht betont, dass die Camorra in Neapel, die Mafia auf Sizilien und die 'Ndrangheta in Kalabrien insgesamt geschätzte 20 Milliarden Euro mit umweltschädlichen Geschäften machen. Das meiste Geld machen die Organisationen dabei mit der illegalen Müllverklappung.
QuelleDer Spiegel
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Quellen:0
ContestoLe previsioni sulla catastrofe ambientale fatte del geologo Giovanni Balestri, in una relazione del 16 aprile 2010 acquisita agli atti del processo "Terra Promessa 2", sono una delle tante notizie sconvolgenti di cui è disseminato il nuovo rapporto Ecomafia, appena presentato a Roma da Legambiente.
FonteCorriere della Sera
Cooccorrenzeemergere, presentare, indagine
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di raccogliere dati sulle ecomafie ed era stato condiviso da tutte le forze politiche". Questi gli impressionanti numeri dell’Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente che denuncia: "La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla "Rifiuti Spa" in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’
alaffare nella foto puntuale del
rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente che denunciIl Giornale
le regioni tradizionalmente controllate dalla malavita organizzata: Calabria, Sicilia, Puglia, Campania. «Ma il presidente Marrazzo è stato immobile», accusa Alleanza nazionale. Dal Rapporto Ecomafia 2006 presentato ieri mattina da Legambiente, emerge uno spaccato inquietante di criminalità nella nostra regione: «Il Lazio si candida a essere la nuova frontiera delle ecomafie». «L
, accusa Alleanza nazionale. Dal
Rapporto Ecomafia 2006 presentato ieri mattina da Il Giornale
go Giovanni Balestri, in una relazione del 16 aprile 2010 acquisita agli atti del processo “Terra Promessa 2”, sono una delle tante notizie sconvolgenti di cui è disseminato il nuovo rapporto Ecomafia , appena presentato a Roma da Legambiente. INFOGRAFICA | La classifica degli ecoreati, la Lombardia avanza QUANTO L'AUTOSTRADA DEL SOLE - Il serpentone è lungo 1.117 chilometri. Più o
ti di cui è disseminato il nuovo
rapporto Ecomafia, appena presentato a Roma da LegCorriere della Sera
vismo» «Assicurare il massimo contrasto delle attività illecite contro l'ambiente». È l'esortazione di Giorgio Napolitano nel messaggio inviato a Legambiente per la presentazione del rapporto Ecomafia 2013, giunto alla ventesima edizione. «L'analisi individua, quali terreni privilegiati dei tentativi di espansione delle "ecomafie", la gestione illegale del ciclo dei rifiuti, l'abu
mbiente per la presentazione del
rapporto Ecomafia 2013, giunto alla ventesima edizCorriere della Sera
determinazione i mezzi che esistono" e se necessario "predisporre nuovi interventi normativi in grado di aggredire meglio il fenomeno". E conclude: "Vorremmo che il prossimo anno il rapporto Ecomafia fosse meno corposo, che la montagna di rifiuti prodotti e scomparsi fosse molto più bassa, e che crescesse la coscienza civile e il rifiuto delle comunità verso il cancro di una ma
Vorremmo che il prossimo anno il
rapporto Ecomafia fosse meno corposo, che la montIl Giornale
ContestoIl dato arriva dal rapporto Ecomafia 2012, l'indagine annuale di Legambiente sull'illegalità ambientale.
FonteCorriere della Sera
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miliardi di euro. Tanto hanno fruttato i traffici gestiti da ecomafiosi e ecocriminali nel 2011. Il dato arriva dal rapporto Ecomafia 2012, l' indagine annuale di Legambiente sull'illegalità ambientale . Nel business dei 16,6 miliardi, c'è anche l'agroalimentare (1,2 mld) e il traffico di animali (3 mld), la gestione dei rifiuti speciali (3,1
annuale di Legambiente sull'illegalità ambientale. Nel business dei 16,6 miliardi, c'è anche l'agroalimentare (1,2 mld) e il traffico di animali (3 mld), la gestione dei rifiuti speciali (3,1 mld), l'archeomafia (300 mln), mentre il settore delle opere pubbliche ha garantito introiti illeciti per 6,2 mld, e un miliardo viene dalla gestione dei rifiuti urbani. RIFIUTI - I rifiuti gestiti illegalmente e sequestrati si sono attestati sulle 346 mila tonnellate, come se 13.848 enormi tir si snodassero in una fila lunga più di 188 chilometri. Sempre secondo il rapporto, nonostante la crisi e il calo del 20% stimato dal Cresme nel mercato legale dell'edilizia, l'abusivismo ha fatto registrare 25.800 casi tra nuove costruzioni o grandi ristrutturazioni, con un fatturato che si conferma stabile intorno a 1,8 miliardi di euro. I rifiuti scomparsi nel nulla nel 2011 ammontano a circa 13,3 milioni. FORESTE IN FUMO - Lo scorso anno inoltre sono aumentati gli incendi boschivi, che hanno devastato oltre 60mila ettari di boschi; i reati contro la fauna (commercio di specie protette, commercio illegale di pelli pregiate, bracconaggio, combattimenti tra cani, corse ippiche clandestine e macellazione clandestina) sono cresciuti del 28%, con ben 7.494 infrazioni; il patrimonio storico, artistico e archeologico ha subito un vero assalto con furti aumentati del 13,1%. I SEQUESTRI - Per il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, «questa mafia, evoluta e trasformata per meglio penetrare nei contesti legali e diffondersi ovunque, sembra non essere intaccata nemmeno dagli arresti dei boss, mentre l'unico strumento che si è dimostrato efficace, la destinazione sociale dei beni confiscati, rischia di essere rimessa in discussione col rischio che torni in campo l'ipotesi della vendita ai privati e quindi la scontata possibilità che i beni tornino in mano ai mafiosi. Su oltre 10.500 beni confiscati infatti, solo 5.835 sono stati destinati per finalità istituzionali o sociali. Il resto è bloccato in un limbo, spesso a causa delle ipoteche bancarie». LE REGIONI PIU' COLPITE - Ai primi quattro posti della hit della illegalità ambientale in Italia nel 2011 si confermano le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: nell'ordine Campania (con 5.327 infrazioni), Calabria (3.892), Sicilia (3.552) e Puglia (3.345). In queste quattro regioni si concentra poco meno della metà (il 47,7%) del totale dei reati ambientali scoperti. Al quinto posto il Lazio (2.463 infrazioni), seguito da Sardegna (2.192), Toscana (2.187), Lombardia (1.607, la prima del nord), Liguria (1.464) e Abruzzo (1.054).
indagine annuale di Legambiente sull'illegalità ambientale. Nel business dei 16,6 miliardi, c'è anche l'agroalimentare (1,2 mld) e il traffico di animali (3 mld), la gestione dei rifiuti speciali (3,1 mld), l'archeomafia (300 mln), mentre il settore delle opere pubbliche ha garantito introiti illeciti per 6,2 mld, e un miliardo viene dalla gestione dei rifiuti urbani. RIFIUTI - I rifiuti gestiti illegalmente e sequestrati si sono attestati sulle 346 mila tonnellate, come se 13.848 enormi tir si snodassero in una fila lunga più di 188 chilometri. Sempre secondo il rapporto, nonostante la crisi e il calo del 20% stimato dal Cresme nel mercato legale dell'edilizia, l'abusivismo ha fatto registrare 25.800 casi tra nuove costruzioni o grandi ristrutturazioni, con un fatturato che si conferma stabile intorno a 1,8 miliardi di euro. I rifiuti scomparsi nel nulla nel 2011 ammontano a circa 13,3 milioni. FORESTE IN FUMO - Lo scorso anno inoltre sono aumentati gli incendi boschivi, che hanno devastato oltre 60mila ettari di boschi; i reati contro la fauna (commercio di specie protette, commercio illegale di pelli pregiate, bracconaggio, combattimenti tra cani, corse ippiche clandestine e macellazione clandestina) sono cresciuti del 28%, con ben 7.494 infrazioni; il patrimonio storico, artistico e archeologico ha subito un vero assalto con furti aumentati del 13,1%. I SEQUESTRI - Per il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, «questa mafia, evoluta e trasformata per meglio penetrare nei contesti legali e diffondersi ovunque, sembra non essere intaccata nemmeno dagli arresti dei boss, mentre l'unico strumento che si è dimostrato efficace, la destinazione sociale dei beni confiscati, rischia di essere rimessa in discussione col rischio che torni in campo l'ipotesi della vendita ai privati e quindi la scontata possibilità che i beni tornino in mano ai mafiosi. Su oltre 10.500 beni confiscati infatti, solo 5.835 sono stati destinati per finalità istituzionali o sociali. Il resto è bloccato in un limbo, spesso a causa delle ipoteche bancarie». LE REGIONI PIU' COLPITE - Ai primi quattro posti della hit della illegalità ambientale in Italia nel 2011 si confermano le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: nell'ordine Campania (con 5.327 infrazioni), Calabria (3.892), Sicilia (3.552) e Puglia (3.345). In queste quattro regioni si concentra poco meno della metà (il 47,7%) del totale dei reati ambientali scoperti. Al quinto posto il Lazio (2.463 infrazioni), seguito da Sardegna (2.192), Toscana (2.187), Lombardia (1.607, la prima del nord), Liguria (1.464) e Abruzzo (1.054). Corriere della Sera

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