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IT Sistri (77)
Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (4)

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Sistri in Linguee - Pons - Treccani
Sistri in Linguee - Pons

DeutschItaliano
Definition: SISTRI nennt sich das neue System, das die Rückverfolgbarkeit von Abfällen garantieren soll. Das neue System ersetzt die bisher vom Gesetz vorgesehenen Dokumente, etwa den Abfallbegleitschein, das Abfallregister und ab 2011 auch die jährliche Abfallmeldung (MUD). Mit Hilfe eines speziellen USB-Sticks mit der digitalen Unterschrift ist es möglich, die Daten über die Abfälle zu speichern und über das SISTRI-Internetportal die Mengen und Eigenschaften der erzeugten, transportierten, verwerteten und entsorgten Abfälle mitzuteilen.
Quelle: Autonome Provinz Bozen Südtirol
Definizione: Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti: nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità.
Fonte: Sistri



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Quellen:0
ContestoIl Sistri, nelle intenzioni, prevede un controllo satellitare della filiera dei rifiuti speciali: segue il rifiuto dal luogo di origine a quello di smaltimento o trattamento, attraverso scatole nere da installare sugli automezzi, con la sostituzione del vecchio formulario cartaceo dei rifiuti.
FonteIl Fatto Quotidiano
Cooccorrenzein vigore, avviare, mettere in piedi, garantire (trasparenza), aderire, bloccare, introduzione, attivazione, approntato, tracciare, realizzare, funzionare, cancellare, promosso, bocciato
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Corpus Avanzato

desso proprio i commercialisti sono una delle categorie più avanzate in campo informatico». Sistri , la soluzione c'è: il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti partirà gradualmente, dal primo settembre, a cominciare dalle grandi imprese. É il risultato dell'accordo raggiunto tra il minis
Sistri, la soluzione c'è: il nuovo sistema di tracIl Giornale
are sulle imprese più piccole, che avranno tutto il tempo per fare le verifiche». Trasparenza, semplificazione amministrativa, tutela della legalità contro le ecomafie: questi gli obiettivi del Sistri . Che ora può partire col piede giusto, superate le polemiche del «click day», il test di prova considerato fallimentare dalle organizzazioni imprenditoriali. «Come Software House che ci lavoran
ontro le ecomafie: questi gli obiettivi del
Sistri. Che ora può partire col piede giusto, supeIl Giornale
, sperimentazione su un campione rappresentativo di aziende e soluzione su misura dei casi critici». Da imprenditore a imprenditori, che cosa direbbe ai suoi colleghi che trovano difficoltà col Sistri ? «L'impresa, se si mette di traverso all'innovazione, non va da nessuna parte. All'inizio c'è sempre uno scotto da pagare: bisogna capire come funziona il nuovo sistema, ma alla fine i vantaggi
ai suoi colleghi che trovano difficoltà col
Sistri? «L'impresa, se si mette di traverso all'inIl Giornale
ettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica”.di Nello Trocchia Sistri , non ci sono sanzioni per chi viola la legge. L’entrata in vigore del sistema di tracciabilità del rifiuto è stata prorogata al giugno prossimo, ma intanto sono scomparse le sanzioni per le vio
Rifiuti, in attesa del
Sistri, non ci sono sanzioni per chi viola la leggIl Fatto Quotidiano
oni nel trasporto di rifiuti pericolosi. Il procuratore Gianfranco Amendola: “Il vuoto normativo favorisce le ecomafie”. La ministra Stefania Prestigiacomo rivendica da tempo l’introduzione del Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) come suo successo nell’azione di contrasto alle ecomafie, avendo superato le resistenze delle stesso governo e di ampi settori della maggi
acomo rivendica da tempo l’introduzione del
Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dIl Fatto Quotidiano

Fonti:77
Il Fatto Quotidiano4051.9 %
Il Giornale3444.2 %
La Repubblica33.9 %
ContestoMa ora arriva il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.
FonteIl Giornale
Cooccorrenzesatellitare
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Corpus Avanzato

e Gianfranco Amendola: “Il vuoto normativo favorisce le ecomafie”. La ministra Stefania Prestigiacomo rivendica da tempo l’introduzione del Sistri ( sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ) come suo successo nell’azione di contrasto alle ecomafie, avendo superato le resistenze delle stesso governo e di ampi settori della maggioranza.
stema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) come suo successo nell’azione di contrasto alle ecomafie, avendo superato le resistenze delle stesso governo e di ampi settori della maggioranza. Il Sistri, nelle intenzioni, prevede un controllo satellitare della filiera dei rifiuti speciali: segue il rifiuto dal luogo di origine a quello di smaltimento o trattamento, attraverso scatole nere da installare sugli automezzi, con la sostituzione del vecchio formulario cartaceo dei rifiuti. Al momento la diffusione degli apparati procede al rilento. Ma non è questo l’unico problema. Prima prima ancora di verificarne la reale efficacia – il sistema non è ancora in funzione – l’operatività è stata rimandata.L’entrata in vigore del Sistri era infatti prevista a fine dicembre, insieme al nuovo regime sanzionatorio, ma con un decreto è arrivata l’ennesima proroga. E oltre al danno, c’è la beffa: non solo tutto viene rimandato al giugno prossimo, ma in questo lasso di tempo le sanzioni per chi trasporta illegalmente i rifiuti industriali pericolosi e non, sono sospese. Una situazione grave che ha spinto Gianfranco Amendola, procuratore capo della repubblica di Civitavecchia a scrivere – senza risposta, ad oggi – alla ministra Stefania Prestigiacomo per sollecitare un intervento urgente.“Le nuove sanzioni – spiega Amendola al fattoquotidiano.it – entreranno in vigore a giugno, le vecchie sanzioni sono state sospese e l’assenza di tracciabilità dei rifiuti non è sanzionabile”. A rigor di logica si dovrebbe applicare la normativa precedente, ma serve un intervento, visto il giro di affari miliardario delle ecomafie. “Se adesso trovano un automezzo – spiega Amendola – che trasporta rifiuti pericolosi senza formulario, il documento che identifica l’origine e la destinazione del rifiuto, non c’è nessun tipo di sanzione applicabile. Questo agevola le ecomafie, oggettivamente un far west che le favorisce in pieno”.In attesa del passaggio dalla carta al nuovo sistema satellitare, insomma, sono scomparse le sanzioni. Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra. “Per cinque mesi – denuncia il presidente del Wwf, Stefano Leoni – il trasporto dei rifiuti industriali, pericolosi e non pericolosi, può avvenire senza controlli e, soprattutto, senza incorrere in alcun tipo di sanzione, nel caso di violazioni”. La risoluzione del problema potrebbe arrivare da un intervento normativo che copra questo periodo di vuoto scongiurando mesi di black-out. “Presenteremo – spiega Roberto Della Seta del Pd -  un emendamento al milleproroghe, che mantiene attivo il vecchio impianto delle sanzioni finché non entrerà in vigore il nuovo sistema di tracciabilità. Mi auguro sia approvato, perché in caso contrario si lascerebbe agire indisturbata la criminalità organizzata, mettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica”.di Nello Trocchia
sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) come suo successo nell’azione di contrasto alle ecomafie, avendo superato le resistenze delle stesso governo e di ampi settori della maggioranza. Il Sistri, nelle intenzioni, prevede un controllo satellitare della filiera dei rifiuti speciali: segue il rifiuto dal luogo di origine a quello di smaltimento o trattamento, attraverso scatole nere da installare sugli automezzi, con la sostituzione del vecchio formulario cartaceo dei rifiuti. Al momento la diffusione degli apparati procede al rilento. Ma non è questo l’unico problema. Prima prima ancora di verificarne la reale efficacia – il sistema non è ancora in funzione – l’operatività è stata rimandata.L’entrata in vigore del Sistri era infatti prevista a fine dicembre, insieme al nuovo regime sanzionatorio, ma con un decreto è arrivata l’ennesima proroga. E oltre al danno, c’è la beffa: non solo tutto viene rimandato al giugno prossimo, ma in questo lasso di tempo le sanzioni per chi trasporta illegalmente i rifiuti industriali pericolosi e non, sono sospese. Una situazione grave che ha spinto Gianfranco Amendola, procuratore capo della repubblica di Civitavecchia a scrivere – senza risposta, ad oggi – alla ministra Stefania Prestigiacomo per sollecitare un intervento urgente.“Le nuove sanzioni – spiega Amendola al fattoquotidiano.it – entreranno in vigore a giugno, le vecchie sanzioni sono state sospese e l’assenza di tracciabilità dei rifiuti non è sanzionabile”. A rigor di logica si dovrebbe applicare la normativa precedente, ma serve un intervento, visto il giro di affari miliardario delle ecomafie. “Se adesso trovano un automezzo – spiega Amendola – che trasporta rifiuti pericolosi senza formulario, il documento che identifica l’origine e la destinazione del rifiuto, non c’è nessun tipo di sanzione applicabile. Questo agevola le ecomafie, oggettivamente un far west che le favorisce in pieno”.In attesa del passaggio dalla carta al nuovo sistema satellitare, insomma, sono scomparse le sanzioni. Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra. “Per cinque mesi – denuncia il presidente del Wwf, Stefano Leoni – il trasporto dei rifiuti industriali, pericolosi e non pericolosi, può avvenire senza controlli e, soprattutto, senza incorrere in alcun tipo di sanzione, nel caso di violazioni”. La risoluzione del problema potrebbe arrivare da un intervento normativo che copra questo periodo di vuoto scongiurando mesi di black-out. “Presenteremo – spiega Roberto Della Seta del Pd -  un emendamento al milleproroghe, che mantiene attivo il vecchio impianto delle sanzioni finché non entrerà in vigore il nuovo sistema di tracciabilità. Mi auguro sia approvato, perché in caso contrario si lascerebbe agire indisturbata la criminalità organizzata, mettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica”.di Nello Trocchia Il Fatto Quotidiano
ille trafile burocratiche per il suo smaltimento. E il giro di affari del «nero» si aggira intorno ai 20 miliardi di euro. Ma ora arriva il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti . Un meccanismo di controllo di altissimo livello cui hanno lavorato sodo per mesi i tecnici dello staff del ministro Stefania Prestigiacomo e che o
stema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Un meccanismo di controllo di altissimo livello cui hanno lavorato sodo per mesi i tecnici dello staff del ministro Stefania Prestigiacomo e che ora comincia a dare i primi frutti. Sono state già date comunicazioni alle imprese e offerte spiegazioni dettagliate. Tutto dev’essere pronto prima dell’estate per la grande partenza: la spazzatura sotto i riflettori. Il Sistri, del resto, non solo è un meccanismo sofisticato e costoso ma anche super efficiente. Che dovrebbe strappare il businness dei rifiuti alle ecomafie. Del resto, quello che la malavita sa fare quando le tolgono il prezioso giocattolo lo sappiamo bene. Basta rispolverare le pagine di cronaca di Napoli e dintorni ai tempi della spazzatura nelle strade per capire che la sfida dello Stato è importante. Il giro di affari che muovono i rifiuti tossici è grandissimo. Qualche numero. La massa dei rifiuti coinvolta da quest’operazione di trasparenza è di circa 147 milioni di tonnellate all’anno. La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate. E di queste 125,5 erano non pericolose e 9,2 milioni pericolose. Grazie al Sistri la movimentazione dei rifiuti sarà monitorata 24 ore su 24: dalla produzione allo smaltimento. Monitoraggio controllato dal comando dei carabinieri per la tutela dell’Ambiente, Noe (Nucleo operativo ecologico) che sarà interconnesso con i sistemi informativi della Guardia costiera e delle imprese ferroviarie anche in collaborazione con la Camera di commercio attraverso l’Unioncamere. I movimenti dei rifiuti saranno controllati in tempo reale dalle mani sicure dei carabinieri. Il Sistri garantirà così trasparenza e legalità sull’82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche. Ma il Sistri sarà un toccasana anche per le aziende che non hanno nulla da nascondere. Le categorie obbligate a iscriversi al nuovo sistema di controllo sono tutte le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e quelle di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti. E le nuove tecnologie renderanno inutili i tre vecchi adempimenti cartacei che consentivano di avere dati sui rifiuti con due o tre anni di ritardo, rendendo impossibile attuare politiche efficaci. Ora invece, il sistema di tracciabilità dei rifiuti darà una boccata di ossigeno alle circa 600mila aziende interessate che spesso dovevano distaccare un dipendente soltanto per la burocrazia legata ai rifiuti. Per loro basterà una chiave Usb, come quella che serve per connettersi a Internet. Al resto ci pensa il sistema. Ma chi cerca informazioni in più potrà trovarle nel sito www.sistri.it.
Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Un meccanismo di controllo di altissimo livello cui hanno lavorato sodo per mesi i tecnici dello staff del ministro Stefania Prestigiacomo e che ora comincia a dare i primi frutti. Sono state già date comunicazioni alle imprese e offerte spiegazioni dettagliate. Tutto dev’essere pronto prima dell’estate per la grande partenza: la spazzatura sotto i riflettori. Il Sistri, del resto, non solo è un meccanismo sofisticato e costoso ma anche super efficiente. Che dovrebbe strappare il businness dei rifiuti alle ecomafie. Del resto, quello che la malavita sa fare quando le tolgono il prezioso giocattolo lo sappiamo bene. Basta rispolverare le pagine di cronaca di Napoli e dintorni ai tempi della spazzatura nelle strade per capire che la sfida dello Stato è importante. Il giro di affari che muovono i rifiuti tossici è grandissimo. Qualche numero. La massa dei rifiuti coinvolta da quest’operazione di trasparenza è di circa 147 milioni di tonnellate all’anno. La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate. E di queste 125,5 erano non pericolose e 9,2 milioni pericolose. Grazie al Sistri la movimentazione dei rifiuti sarà monitorata 24 ore su 24: dalla produzione allo smaltimento. Monitoraggio controllato dal comando dei carabinieri per la tutela dell’Ambiente, Noe (Nucleo operativo ecologico) che sarà interconnesso con i sistemi informativi della Guardia costiera e delle imprese ferroviarie anche in collaborazione con la Camera di commercio attraverso l’Unioncamere. I movimenti dei rifiuti saranno controllati in tempo reale dalle mani sicure dei carabinieri. Il Sistri garantirà così trasparenza e legalità sull’82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche. Ma il Sistri sarà un toccasana anche per le aziende che non hanno nulla da nascondere. Le categorie obbligate a iscriversi al nuovo sistema di controllo sono tutte le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e quelle di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti. E le nuove tecnologie renderanno inutili i tre vecchi adempimenti cartacei che consentivano di avere dati sui rifiuti con due o tre anni di ritardo, rendendo impossibile attuare politiche efficaci. Ora invece, il sistema di tracciabilità dei rifiuti darà una boccata di ossigeno alle circa 600mila aziende interessate che spesso dovevano distaccare un dipendente soltanto per la burocrazia legata ai rifiuti. Per loro basterà una chiave Usb, come quella che serve per connettersi a Internet. Al resto ci pensa il sistema. Ma chi cerca informazioni in più potrà trovarle nel sito www.sistri.it. Il Giornale
Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo lancia la sfida alle ecomafie grazie alla tecnologia satellitare Sistri ( Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ). Tramite un procedimento di monitoraggio che si avvale della tecnologia digitale d'ora in poi sarà possibile seguire passo passo tutto il percorso
stema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Tramite un procedimento di monitoraggio che si avvale della tecnologia digitale d'ora in poi sarà possibile seguire passo passo tutto il percorso dei rifiuti pericolosi con i quali spesso fa affari d'oro la criminalità organizzata. Il provvedimento del governo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 13 gennaio scorso e diverrà operativo a tutti gli effetti dal prossimo 15 giugno. «Il tema della gestione dei rifiuti ha assunto una rilevanza sempre maggiore, che riguarda non solo la tutela dell'ambiente ma anche la difesa della legalità - dice il ministro Prestigiacomo -. Questo vale in special modo per i rifiuti pericolosi, che sono spesso oggetto di lucrosi traffici da parte delle organizzazioni criminali, che causano gravi danni al territorio e possono mettere in pericolo la salute pubblica». Per strappare alla mafia il business della «monnezza» il governo punta su legalità, trasparenza, risparmio e semplificazione. La massa dei rifiuti coinvolta da quest'operazione è di circa 147 milioni di tonnellate all'anno. La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia ad esempio nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate. E di queste 125,5 erano non pericolose e 9,2 milioni pericolose. Grazie al Sistri la movimentazione dei rifiuti verrà monitorata 24 ore su 24: dalla produzione allo smaltimento. Monitoraggio controllato dal comando dei carabinieri per la tutela dell'Ambiente, Noe (Nucleo operativo ecologico) che saranno interconnessi con i sistemi informativi della Guardia costiera e delle imprese ferroviarie anche in collaborazione con la Camera di commercio attraverso l'Unioncamere. «I movimenti dei rifiuti saranno controllati in tempo reale dalle mani sicure dei carabinieri - prosegue il ministro -. Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull'82 per cento dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e dunque più facile da colpire». La Prestigiacomo sottolinea pure che il nuovo sistema andrà a sostituire «procedure obsolete, inefficienti e onerose». Le nuove tecnologie renderanno inutili «i tre vecchi adempimenti cartacei che consentivano di avere dati sui rifiuti con due o tre anni di ritardo, rendendo impossibile attuare politiche efficaci». Chi deve aderire al Sistri? L'investimento del sistema di tracciabilità dei rifiuti riguarda circa 600mila aziende. Per ora sono escluse soltanto quelle con meno di 11 dipendenti. Le categorie obbligate a iscriversi al nuovo sistema di controllo sono tutte le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e quelle di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti. Poi i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione; i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti; i trasportatori professionali. Il provvedimento poi coinvolge la Regione Campania: tutti i comuni, gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti in questo territorio dovranno aderire a questo sistema di monitoraggio. La Prestigiacomo assicura che le modalità di accesso alla fase operativa sono state concepite per semplificare la vita agli utenti. Chi cerca informazioni potrà trovarle nel sito www.sistri.it. «Nel periodo di avviamento sarà messa a disposizione una vasta rete di supporti per informare, assistere e agevolare tutti coloro che ne sono interessati», garantisce il ministro che sottolinea come in tutta Europa l'Italia sia «la prima nazione a dotarsi di un apparato simile e ciò costituisce anche l'opportunità di offrire un modello a livello europeo». Il sistema infine, commenta soddisfatta il ministro, diventerà operativo «a costo zero per lo Stato e per i cittadini» perché «si ripaga da solo».
Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Tramite un procedimento di monitoraggio che si avvale della tecnologia digitale d'ora in poi sarà possibile seguire passo passo tutto il percorso dei rifiuti pericolosi con i quali spesso fa affari d'oro la criminalità organizzata. Il provvedimento del governo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 13 gennaio scorso e diverrà operativo a tutti gli effetti dal prossimo 15 giugno. «Il tema della gestione dei rifiuti ha assunto una rilevanza sempre maggiore, che riguarda non solo la tutela dell'ambiente ma anche la difesa della legalità - dice il ministro Prestigiacomo -. Questo vale in special modo per i rifiuti pericolosi, che sono spesso oggetto di lucrosi traffici da parte delle organizzazioni criminali, che causano gravi danni al territorio e possono mettere in pericolo la salute pubblica». Per strappare alla mafia il business della «monnezza» il governo punta su legalità, trasparenza, risparmio e semplificazione. La massa dei rifiuti coinvolta da quest'operazione è di circa 147 milioni di tonnellate all'anno. La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia ad esempio nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate. E di queste 125,5 erano non pericolose e 9,2 milioni pericolose. Grazie al Sistri la movimentazione dei rifiuti verrà monitorata 24 ore su 24: dalla produzione allo smaltimento. Monitoraggio controllato dal comando dei carabinieri per la tutela dell'Ambiente, Noe (Nucleo operativo ecologico) che saranno interconnessi con i sistemi informativi della Guardia costiera e delle imprese ferroviarie anche in collaborazione con la Camera di commercio attraverso l'Unioncamere. «I movimenti dei rifiuti saranno controllati in tempo reale dalle mani sicure dei carabinieri - prosegue il ministro -. Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull'82 per cento dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e dunque più facile da colpire». La Prestigiacomo sottolinea pure che il nuovo sistema andrà a sostituire «procedure obsolete, inefficienti e onerose». Le nuove tecnologie renderanno inutili «i tre vecchi adempimenti cartacei che consentivano di avere dati sui rifiuti con due o tre anni di ritardo, rendendo impossibile attuare politiche efficaci». Chi deve aderire al Sistri? L'investimento del sistema di tracciabilità dei rifiuti riguarda circa 600mila aziende. Per ora sono escluse soltanto quelle con meno di 11 dipendenti. Le categorie obbligate a iscriversi al nuovo sistema di controllo sono tutte le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e quelle di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti. Poi i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione; i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti; i trasportatori professionali. Il provvedimento poi coinvolge la Regione Campania: tutti i comuni, gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti in questo territorio dovranno aderire a questo sistema di monitoraggio. La Prestigiacomo assicura che le modalità di accesso alla fase operativa sono state concepite per semplificare la vita agli utenti. Chi cerca informazioni potrà trovarle nel sito www.sistri.it. «Nel periodo di avviamento sarà messa a disposizione una vasta rete di supporti per informare, assistere e agevolare tutti coloro che ne sono interessati», garantisce il ministro che sottolinea come in tutta Europa l'Italia sia «la prima nazione a dotarsi di un apparato simile e ciò costituisce anche l'opportunità di offrire un modello a livello europeo». Il sistema infine, commenta soddisfatta il ministro, diventerà operativo «a costo zero per lo Stato e per i cittadini» perché «si ripaga da solo». Il Giornale
Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti , l'organismo, nato nel 2009, su iniziativa del ministero dell'Ambiente per monitorare e informatizzare l'intera filiera dei rifiuti speciali a live
stema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, l'organismo, nato nel 2009, su iniziativa del ministero dell'Ambiente per monitorare e informatizzare l'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Di fatto «il» sistema per eccellenza per contrastare e prevenire l'illegalità nel settore dei rifiuti speciali, la cui gestione, non per nulla, è stata affidata, fin da subito, ai carabinieri del Nucleo per la tutela dell'Ambiente. Una buona idea che, in pratica, non ha fatto ancora in tempo a entrare a regime (avrebbe dovuto partire, infatti, il 1° settembre) che già è finita sotto la scure dei tagli previsti dalla nuova manovra. Con un epitaffio, letto dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che, 20 giorni fa, presentando alla stampa i vari provvedimenti di riduzione delle spese, aveva parlato anche di «abolizione del Sistri». Un annuncio che aveva immediatamente sollevato le reazioni delle associazioni ambientaliste e la preoccupazione dello stesso ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Che aveva definito la minaccia di abolizione del sistema «un vero e proprio regalo alle ecomafie» nonché «un atto di miopia politica». D'altra parte, a conti fatti, abolire il Sistri porterebbe più svantaggi che vantaggi. Sotto il profilo operativo, innanzitutto, dato che l'organismo è stato pensato per un controllo capillare del territorio da parte delle forze dell'ordine teso, appunto, a contrastare i fenomeni di illegalità collegati alle ecomafie e ancor più per arginare l'evasione fiscale dei tributi collegati al processo dei rifiuti stesso. E l'allarme, lanciato nell'aprile scorso, proprio da Federambiente e Legambiente è, al riguardo, sufficientemente illuminante: l'evasione fiscale collegata al processo di trasporto e smaltimento di rifiuti è infatti stimata in circa 20 miliardi di euro all'anno, di cui circa cinque derivano dal traffico illegale dei rifiuti. Se il Sistri non solo sopravvivesse, ma potesse entrare a pieno regime, sono in molti a essere convinti che lo Stato riuscirebbe a recuperare almeno una parte di questo denaro «in fuga». Non solo. Con il Sistri, l'Italia accogliendo le raccomandazioni Ue diventerebbe anche il Paese più all'avanguardia nel mondo, l'unico dotato di un sistema di tracciabilità dei rifiuti verificato dallo stesso governo. Senza contare la maggior tutela ambientale del territorio e la riduzione delle discariche abusive. Risultato? Il risultato è che, proprio in queste ore, la situazione sembra decisamente cambiata: la commissione Ambiente del Senato chiederà infatti di rivedere la cancellazione del Sistri. Il presidente, Antonio Dalì, ha anticipato che, invece della cancellazione, si proporrà l'attivazione del Sistri a partire dal 1° gennaio 2012 per consentire che la macchina operativa possa partire nel migliore dei modi. E sulla scorta delle notizie di queste ore anche il ministro Prestigiacomo è tornata ottimista perché «come ministero abbiamo sempre espresso ampia disponibilità per trovare soluzioni in grado di andare incontro alle esigenze degli operatori, soprattutto le piccole aziende, tutelando al contempo la legalità e la salute pubblica minacciate dal racket dello smaltimento illecito dei rifiuti gestito dalle ecomafie».
Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, l'organismo, nato nel 2009, su iniziativa del ministero dell'Ambiente per monitorare e informatizzare l'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Di fatto «il» sistema per eccellenza per contrastare e prevenire l'illegalità nel settore dei rifiuti speciali, la cui gestione, non per nulla, è stata affidata, fin da subito, ai carabinieri del Nucleo per la tutela dell'Ambiente. Una buona idea che, in pratica, non ha fatto ancora in tempo a entrare a regime (avrebbe dovuto partire, infatti, il 1° settembre) che già è finita sotto la scure dei tagli previsti dalla nuova manovra. Con un epitaffio, letto dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che, 20 giorni fa, presentando alla stampa i vari provvedimenti di riduzione delle spese, aveva parlato anche di «abolizione del Sistri». Un annuncio che aveva immediatamente sollevato le reazioni delle associazioni ambientaliste e la preoccupazione dello stesso ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Che aveva definito la minaccia di abolizione del sistema «un vero e proprio regalo alle ecomafie» nonché «un atto di miopia politica». D'altra parte, a conti fatti, abolire il Sistri porterebbe più svantaggi che vantaggi. Sotto il profilo operativo, innanzitutto, dato che l'organismo è stato pensato per un controllo capillare del territorio da parte delle forze dell'ordine teso, appunto, a contrastare i fenomeni di illegalità collegati alle ecomafie e ancor più per arginare l'evasione fiscale dei tributi collegati al processo dei rifiuti stesso. E l'allarme, lanciato nell'aprile scorso, proprio da Federambiente e Legambiente è, al riguardo, sufficientemente illuminante: l'evasione fiscale collegata al processo di trasporto e smaltimento di rifiuti è infatti stimata in circa 20 miliardi di euro all'anno, di cui circa cinque derivano dal traffico illegale dei rifiuti. Se il Sistri non solo sopravvivesse, ma potesse entrare a pieno regime, sono in molti a essere convinti che lo Stato riuscirebbe a recuperare almeno una parte di questo denaro «in fuga». Non solo. Con il Sistri, l'Italia accogliendo le raccomandazioni Ue diventerebbe anche il Paese più all'avanguardia nel mondo, l'unico dotato di un sistema di tracciabilità dei rifiuti verificato dallo stesso governo. Senza contare la maggior tutela ambientale del territorio e la riduzione delle discariche abusive. Risultato? Il risultato è che, proprio in queste ore, la situazione sembra decisamente cambiata: la commissione Ambiente del Senato chiederà infatti di rivedere la cancellazione del Sistri. Il presidente, Antonio Dalì, ha anticipato che, invece della cancellazione, si proporrà l'attivazione del Sistri a partire dal 1° gennaio 2012 per consentire che la macchina operativa possa partire nel migliore dei modi. E sulla scorta delle notizie di queste ore anche il ministro Prestigiacomo è tornata ottimista perché «come ministero abbiamo sempre espresso ampia disponibilità per trovare soluzioni in grado di andare incontro alle esigenze degli operatori, soprattutto le piccole aziende, tutelando al contempo la legalità e la salute pubblica minacciate dal racket dello smaltimento illecito dei rifiuti gestito dalle ecomafie». Il Giornale

Fonti:4
Il Giornale375.0 %
Il Fatto Quotidiano125.0 %