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organizzate per il traffico illecito di rifiuti’ distribuite in maniera uniforme sul territorio nazionale. E le mafie? Solo in quattro iscrizioni viene contestata l’aggravante di aver favorito un clan . Non sfugge alla relazione, l’attenzione mediatica sulla Campania dove “lo sconvolgimento ambientale” è stato causato anche dal ruolo svolto dalla camorra, ma “ciò riguarda – si legge – condotte
olo in quattro iscrizioni viene contestata l’aggravante di aver favorito un
clan. Non sfugge alla relazione, l’attenzione mediatica sulla Campania dove “lo Il Fatto Quotidiano
distrettuale antimafia di Napoli l’inventore dell’ecomafia in Campania è stato comunque un imprenditore avvocato, Cipriano Chianese, ora sotto processo per disastro ambientale e collusione con i clan . La Dna, in linea generale, evidenzia: “Quando in passato si sono viste operare le consorterie di tipo mafioso, tanto è avvenuto perché tale decisione, nell’ambito del ciclo illegale dei rifiuti,
ano Chianese, ora sotto processo per disastro ambientale e collusione con i
clan. La Dna, in linea generale, evidenzia: “Quando in passato si sono viste opeIl Fatto Quotidiano
era l’avvocato Chianese, era una potenza, in tutti i modi”. I camorristi gli davano del lei. Chianese è imputato davanti alla Corte di Assise di Napoli per disastro ambientale e connivenze con i clan , accusato di aver “organizzato, ideato ed istigato la gestione mafiosa del ciclo rifiuti”. Lui era l’affarista in rapporti stretti con uomini dei servizi e generali dei carabinieri.Dalle dichiara
i alla Corte di Assise di Napoli per disastro ambientale e connivenze con i
clan, accusato di aver “organizzato, ideato ed istigato la gestione mafiosa del Il Fatto Quotidiano
fatti che si riferiscono al 2004. L’architetto, che a quell’epoca era direttore del Consorzio Caserta 4 - ente che si occupa di raccolta differenziata - avrebbe favorito imprenditori collegati al clan camorristico dei Casalesi. Secondo la procura di Napoli, fu poi attraverso la pressioni di altri indagati che De Biasio, alla fine del 2004, riuscì ad entrare al Commissariato per l’emergenza rif
cupa di raccolta differenziata - avrebbe favorito imprenditori collegati al
clan camorristico dei Casalesi. Secondo la procura di Napoli, fu poi attraverso Il Giornale
più.aumentano i reati, ma anche gli arresti. Il rapporto 2012 di Legambiente: lo scorso anno 93 reati al giorno, oltre ottomila sequestri e 300 arresti. Ma i ricavi continuano a salire perché i clan sono sempre più aggressivi. Nota positiva: la riduzione per la prima volta del ciclo illegale legato ai rifiuti e al cemento. Napolitano: "Potenziare i metodi di contrasto". Nonostante la diminuz
ottomila sequestri e 300 arresti. Ma i ricavi continuano a salire perché i
clan sono sempre più aggressivi. Nota positiva: la riduzione per la prima volta La Repubblica
rasto". Nonostante la diminuzione dei flussi di denaro destinati a opere a rischio d'infiltrazione mafiosa, i fatturati delle cosche specializzate nell'aggressione all'ambiente aumentano perché i clan diventano più aggressivi e il denaro illegale si muove in maniera sempre più disinvolta nei circuiti della finanza internazionale. E' la denuncia che viene dall'ultimo rapporto di Legambiente, Ec
delle cosche specializzate nell'aggressione all'ambiente aumentano perché i
clan diventano più aggressivi e il denaro illegale si muove in maniera sempre piLa Repubblica
el 10 luglio 2010 racconta: “Carlo Verde mi chiese a nome dell’avvocato Cipriano Chianese di fare un recupero crediti nei confronti di Salvatore Mondello (…) Il Mondello sapeva che appartenevo al clan dei Casalesi e dovette accettare di ritrasferire questa società al fratello di Cipriano Chianese”. Il rapporto tra gli imprenditori torinesi e il gruppo capeggiato da Chianese nasce proprio grazi
i confronti di Salvatore Mondello (…) Il Mondello sapeva che appartenevo al
clan dei Casalesi e dovette accettare di ritrasferire questa società al fratelloIl Fatto Quotidiano
fiuti messe a segno dalle forze dell’ordine nel corso del 2010. Sono invece 30.824 gli illeciti ambientali accertati nel 2010, 84 al giorno, 3,5 ogni ora 19,3 miliardi di euro di fatturato, 290 i clan coinvolti. Con i 26.500 nuovi immobili abusivi stimati (dei quali almeno 18 mila sono abitazioni) è possibile mettere insieme una cittadina di medie dimensioni. Oppure rivestire di case e palazzi
2010, 84 al giorno, 3,5 ogni ora 19,3 miliardi di euro di fatturato, 290 i
clan coinvolti. Con i 26.500 nuovi immobili abusivi stimati (dei quali almeno 18Corriere della Sera
ile mettere insieme una cittadina di medie dimensioni. Oppure rivestire di case e palazzi una superficie pari 540 ettari. INFOGRAFICA | Le città eco-criminali, Roma e Napoli in testa IL RUOLO DEI CLAN - I clan impegnati nel business dell’ecomafia sono 290, 20 in più rispetto al 2009; 19,3 miliardi di euro invece è il giro d’affari stimato per il solo 2010. Nel complesso, la Campania continua a
. INFOGRAFICA | Le città eco-criminali, Roma e Napoli in testa IL RUOLO DEI
CLAN - I clan impegnati nel business dell’ecomafia sono 290, 20 in più rispetto Corriere della Sera
re insieme una cittadina di medie dimensioni. Oppure rivestire di case e palazzi una superficie pari 540 ettari. INFOGRAFICA | Le città eco-criminali, Roma e Napoli in testa IL RUOLO DEI CLAN - I clan impegnati nel business dell’ecomafia sono 290, 20 in più rispetto al 2009; 19,3 miliardi di euro invece è il giro d’affari stimato per il solo 2010. Nel complesso, la Campania continua a occupare
FICA | Le città eco-criminali, Roma e Napoli in testa IL RUOLO DEI CLAN - I
clan impegnati nel business dell’ecomafia sono 290, 20 in più rispetto al 2009; Corriere della Sera
degli illeciti ambientali è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia seguite dal Lazio. Dati sconfortanti: aumentano da 296 a 302 i clan coinvolti, passano da sei a 25 (undici in Calabria) i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, sale del 4,6% il numero degli gli incendi boschivi dopo il record (+62,5%) del 2011). EDILIZIA ILL
ria e Puglia seguite dal Lazio. Dati sconfortanti: aumentano da 296 a 302 i
clan coinvolti, passano da sei a 25 (undici in Calabria) i Comuni sciolti per inCorriere della Sera
ti accusato di disastro ambientale. L’accusa è di disastro doloso, avvelenamento delle falde acquifere aggravati dal metodo mafioso. Il reato viene contestato al gotha dei Casalesi, i vertici del clan e l’ala imprenditoriale. Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata dalla Dia di Napoli, su ordine della Procura partenopea, a Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto ‘e mez
odo mafioso. Il reato viene contestato al gotha dei Casalesi, i vertici del
clan e l’ala imprenditoriale. Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è sIl Fatto Quotidiano
1997, il collaboratore Carmine Schiavone aveva già raccontato tutto. È l’audizione davanti alla commissione parlamentare sulle Ecomafie del pentito che con le sue confessioni ha fatto crollare il clan dei Casalesi. L’operazione Spartacus risale a due anni prima. Di rifiuti interrati e di rischi per la salute non si parlava ancora. E non se ne parlò neanche negli anni successivi, perché le dich
sulle Ecomafie del pentito che con le sue confessioni ha fatto crollare il
clan dei Casalesi. L’operazione Spartacus risale a due anni prima. Di rifiuti inCorriere della Sera
ivono un’impennata della mortalità per tumori nelle province di Napoli e Caserta. Riferendosi al traffico illegale di rifiuti nocivi, Schiavone spiegò che divenne un business «autorizzato» per il clan dei Casalesi nel 1990. «Tuttavia - riferì il pentito - quel traffico veniva già attuato in precedenza. Gli abitanti rischiano tutti di morire di cancro entro 20 anni; non credo infatti che si sal
fiuti nocivi, Schiavone spiegò che divenne un business «autorizzato» per il
clan dei Casalesi nel 1990. «Tuttavia - riferì il pentito - quel traffico venivaCorriere della Sera
Volturno e così via, avranno, forse, venti anni di vita». Realacci: «Spero che i pm abbiano già verificato». LA MASSONERIA - Nel corso della sua audizione, Schiavone cita i nomi dei referenti del clan per gli affari nello smaltimento illegale dei rifiuti. Cita Cipriano Chianese, a capo della Resit, e il suo socio Gaetano Cerci. Ovvero gli stessi imprenditori che continueranno a fare affari con
IA - Nel corso della sua audizione, Schiavone cita i nomi dei referenti del
clan per gli affari nello smaltimento illegale dei rifiuti. Cita Cipriano ChianeCorriere della Sera
tenuti smaltendo i rifiuti tossici, oltre 600 milioni di lire al mese, Schiavone aggiunge particolari sulle coperture ai più alti livelli garantite all’organizzazione criminale: «Il nostro era un clan di Stato... La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato... Se le istituzioni non avessero voluto l’esistenza del clan, questo avrebbe forse potuto esistere?». LA POLITICA - S
più alti livelli garantite all’organizzazione criminale: «Il nostro era un
clan di Stato... La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo StatoCorriere della Sera
garantite all’organizzazione criminale: «Il nostro era un clan di Stato... La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato... Se le istituzioni non avessero voluto l’esistenza del clan , questo avrebbe forse potuto esistere?». LA POLITICA - Schiavone ricostruì anche la genesi delle ecomafie casertane: «A cominciare furono mio cugino Sandokan e Francesco Bidognetti». Il potere d
e non era lo Stato... Se le istituzioni non avessero voluto l’esistenza del
clan, questo avrebbe forse potuto esistere?». LA POLITICA - Schiavone ricostruìCorriere della Sera
uesto avrebbe forse potuto esistere?». LA POLITICA - Schiavone ricostruì anche la genesi delle ecomafie casertane: «A cominciare furono mio cugino Sandokan e Francesco Bidognetti». Il potere del clan crebbe anche perché gestivano il ciclo di smaltimento dei rifiuti: «In tutti i 106 comuni della provincia di Caserta noi facevamo i sindaci, di qualunque colore fossero. (...) socialisti, democri
ominciare furono mio cugino Sandokan e Francesco Bidognetti». Il potere del
clan crebbe anche perché gestivano il ciclo di smaltimento dei rifiuti: «In tuttCorriere della Sera
volte diverse organizzazioni criminali - come mafia, `ndrangheta e Sacra Corona Unita - tanto da fare ipotizzare che in diverse zone di Sicilia, Calabria e Puglia, le cosche abbiano agito come il clan dei Casalesi. Il collaboratore di giustizia si soffermò sulle modalità di smaltimento. «Avevamo creato un sistema di tipo militare, con ragazzi incensurati muniti di regolare porto d’armi che gir
diverse zone di Sicilia, Calabria e Puglia, le cosche abbiano agito come il
clan dei Casalesi. Il collaboratore di giustizia si soffermò sulle modalità di sCorriere della Sera
. "Devono spiegare". La replica: "Fu un errore in buona fede, perché tirare fuori oggi questa storia?" E’ scontro aperto tra M5S e un pezzo di Libera Caserta, l’associazione che si batte contro i clan . Tutto ruota attorno ad una interrogazione e ad una società chiacchierata. “I deputati del M5S si sono prestati ad infangare persone che non conoscono. Potevano chiedere a quanti nel territorio l
tra M5S e un pezzo di Libera Caserta, l’associazione che si batte contro i
clan. Tutto ruota attorno ad una interrogazione e ad una società chiacchierata. Il Fatto Quotidiano
azione e ad una società chiacchierata. “I deputati del M5S si sono prestati ad infangare persone che non conoscono. Potevano chiedere a quanti nel territorio lavorano ogni giorno per combattere i clan ”. Le parole di Raffaele Sardo, giornalista e autore del libro ‘La Bestia’ sulle vittime del clan dei Casalesi, raccontano la spaccatura. Sardo è finito al centro interrogazione parlamentare firma
vano chiedere a quanti nel territorio lavorano ogni giorno per combattere i
clan”. Le parole di Raffaele Sardo, giornalista e autore del libro ‘La Bestia’ sIl Fatto Quotidiano
che non conoscono. Potevano chiedere a quanti nel territorio lavorano ogni giorno per combattere i clan”. Le parole di Raffaele Sardo, giornalista e autore del libro ‘La Bestia’ sulle vittime del clan dei Casalesi, raccontano la spaccatura. Sardo è finito al centro interrogazione parlamentare firmata da 10 deputati del M5S, primo firmatario Angelo Tofalo. Ecco i fatti. In una stessa azienda, o
affaele Sardo, giornalista e autore del libro ‘La Bestia’ sulle vittime del
clan dei Casalesi, raccontano la spaccatura. Sardo è finito al centro interrogazIl Fatto Quotidiano
igurava anche Cipriano Chianese che deteneva il 13% della proprietà. Ma all’epoca cosa era noto di quel personaggio? Nel 1993 Chianese viene arrestato nell’inchiesta che scompagina i rapporti tra clan e signori dei rifiuti, ma ne esce assolto, anche se chiaro era il suo rapporto con soggetti borderline, anche se per scoprirlo bisognava leggere le carte di quel processo. Nel 1994 Chianese finis
1993 Chianese viene arrestato nell’inchiesta che scompagina i rapporti tra
clan e signori dei rifiuti, ma ne esce assolto, anche se chiaro era il suo rappoIl Fatto Quotidiano
niziative di competenza che si intendono adottare”. Chianese verrà arrestato ancora nel 2006, sottoposto a sorveglianza speciale, e ora è sotto processo per disastro ambientale e connivenza con i clan . Fino all’arresto del 2006 ha, però, galleggiato mantenendo rapporti con il mondo imprenditoriale e soprattutto lavorando al commissariato di governo nei primi anni del 2000. “Col senno di poi –
speciale, e ora è sotto processo per disastro ambientale e connivenza con i
clan. Fino all’arresto del 2006 ha, però, galleggiato mantenendo rapporti con ilIl Fatto Quotidiano
giustizia dal Movimento 5 Stelle mentre altri deputati scrivono una interrogazione che non colpisce me, ma Libera che in quel territorio suda per combattere illegalità e vincere la sfida contro i clan . Non siamo tutti uguali, se passa questa idea il nostro territorio è spacciato”.Anche Renato Natale, sindaco anti camorra, primo firmatario di una denuncia nel 1989 contro gli scarichi tossici in
quel territorio suda per combattere illegalità e vincere la sfida contro i
clan. Non siamo tutti uguali, se passa questa idea il nostro territorio è spacciIl Fatto Quotidiano
dura da quasi vent'anni e che coinvolge criminali da tutto il mondo, dall'Albania alla Cina. «I soci accorrono a frotte. Ditte, aziende, consorzi... Intuiscono, annusano, immaginano profitti». I clan della camorra hanno iniziato a mettere le mani sui rifiuti già negli anni '80. Da allora l'ecomafia ha smaltito nelle province campane illegalmente e senza nessuna precauzione almeno dieci milion
. Ditte, aziende, consorzi... Intuiscono, annusano, immaginano profitti». I
clan della camorra hanno iniziato a mettere le mani sui rifiuti già negli anni 'Il Giornale
el 2009, il Lazio sale al secondo posto (era al quinto nel 2008), soprattutto per i reati contro il patrimonio faunistico, mentre il suo territorio è sempre più esposto alle infiltrazioni dei clan , in particolare nel Sud pontino, con Latina che si attesta addirittura al terzo posto nella classifica provinciale del ciclo del cemento in Italia. La classifica delle regioni Al primo posto st
ico, mentre il suo territorio è sempre più esposto alle infiltrazioni dei
clan, in particolare nel Sud pontino, con Latina che si attesta addirittura al Il Giornale
mila metri. Aumentano i reati contro l'ambiente (+27%): sono 83 al giorno. La regione principale è la Campania. Roma - Aumentano i reati contro l’ambiente. (+27 %); crescono gli incendi dolosi; i clan salgono a 239 (36 in più rispetto allo scorso anno); nei terreni agricoli spunta il seme dell’illegalità; 18 miliardi e 400 milioni di euro il business delle ecomafie (quasi un quinto del busine
umentano i reati contro l’ambiente. (+27 %); crescono gli incendi dolosi; i
clan salgono a 239 (36 in più rispetto allo scorso anno); nei terreni agricoli sIl Giornale
na pattumiera» È stato per molti anni uno degli avversari più agguerriti di Sandokan e di Cicciotto ’e mezzanotte, cioè di Francesco Schiavone e di Francesco Bidognetti, i due boss sanguinari del clan dei Casalesi. Una vita sotto scorta: i finanzieri sempre al suo fianco, pure in spiaggia con la famiglia, e la camionetta dell’esercito fuori dal cancello di casa. Incontro Raffaele Cantone, 50
di Francesco Schiavone e di Francesco Bidognetti, i due boss sanguinari del
clan dei Casalesi. Una vita sotto scorta: i finanzieri sempre al suo fianco, purCorriere della Sera
o rimaste senza risposta». Un esempio? «Sappiamo pochissimo delle imprese del Nord che usavano la Campania come discarica. Ma soprattutto: chi faceva da tramite tra gli imprenditori del Nord e i clan ?». Si dia una risposta. «Sono state fatte alcune ipotesi. Una prevede il coinvolgimento della massoneria deviata: Gaetano Cerci, un affiliato dei Casalesi imputato nel primo processo per ecomafi
ca. Ma soprattutto: chi faceva da tramite tra gli imprenditori del Nord e i
clan?». Si dia una risposta. «Sono state fatte alcune ipotesi. Una prevede il cCorriere della Sera
cariche?». Rosaria Capacchione sul Mattino ha scritto più volte che nella vicenda delle ecoballe a un certo punto intervengono i Servizi segreti, che mettono in contatto le amministrazioni con i clan . Una vera e propria trattativa Stato-camorra. «Non ne posso parlare». Perché gli atti della Commissione sull’ecomafia sono secretati? «Esatto». Che cosa emergerebbe? «Un intreccio tra sospettab
vengono i Servizi segreti, che mettono in contatto le amministrazioni con i
clan. Una vera e propria trattativa Stato-camorra. «Non ne posso parlare». PercCorriere della Sera
una macchina da 800 mila euro. CLAN DEI CASALESI. Camorra, arrestato il «signore dell’Ecomafia» Così passò dai tribunali al businness dei rifiuti. Cipriano Chianese, 62 anni, era avvocato. Già agli arresti domiciliari, ora torna in
IL
CLAN DEI CASALESI. Camorra, arrestato il «signore dell’Ecomafia» Così passò dai Corriere della Sera
rché accusato di tentata estorsione aggravata dal vincolo camorristico. In questa ultima inchiesta, Chianese è considerato l’ispiratore di una manovra estorsiva che nel dicembre 2005 portarono il clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestione della società di trasporto Mary Trans. Un’azienda che possedeva autobus e camion utilizzati per il trasporto di rifiut
to l’ispiratore di una manovra estorsiva che nel dicembre 2005 portarono il
clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestionCorriere della Sera
forense è passato al più redditizio business dei rifiuti. Con Gaetano Vassallo, che poi diventerà collaboratore di giustizia, si sarebbe più volte seduto allo stesso tavolo con i massimi boss del clan dei Casalesi. Come ha raccontato lo stesso Carmine Schiavone, il traffico di rifiuti divenne il business principale dei Casalesi alla fine degli anni ‘80. Un’attività avviata dai boss Francesco B
izia, si sarebbe più volte seduto allo stesso tavolo con i massimi boss del
clan dei Casalesi. Come ha raccontato lo stesso Carmine Schiavone, il traffico dCorriere della Sera
ento restrittivo del gip di Napoli a suo carico con provvedimento di sequestro beni per concorso esterno in associazione mafiosa: l’uomo avrebbe una doppia veste di imprenditore e di affiliato al clan , che gli consentirebbe di ottenere cospicui ricavi dal traffico di rifiuti che vengono smaltiti in modo abusivo e incontrollato nelle sue discariche. L’arresto poi il 4 gennaio 2006 e il 4 agosto
mafiosa: l’uomo avrebbe una doppia veste di imprenditore e di affiliato al
clan, che gli consentirebbe di ottenere cospicui ricavi dal traffico di rifiuti Corriere della Sera
Rifiuti, boss Iovine racconta il business ma la bicamerale non ha ancora un presidente. Il pentito, che sta svelando i legami tra il clan dei Casalesi e i politici di ogni colore, sta confermando l'interesse dei casalesi per il traffico e lo smaltimento di rifiuti. Intanto la commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti che ha gl
e non ha ancora un presidente. Il pentito, che sta svelando i legami tra il
clan dei Casalesi e i politici di ogni colore, sta confermando l'interesse dei cIl Fatto Quotidiano
io della nuova legislatura, l'organismo sulle ecomafie resta un'occasione persa perché i partiti non riescono a mettersi d'accordo Il boss pentito Antonio Iovine, che sta svelando i legami tra il clan dei Casalesi e i politici di ogni colore, racconta l’interesse dei casalesi per le piattaforme di stoccaggio delle ecoballe confermando inchieste pregresse e ricostruzioni giornalistiche; l’ultim
d'accordo Il boss pentito Antonio Iovine, che sta svelando i legami tra il
clan dei Casalesi e i politici di ogni colore, racconta l’interesse dei casalesiIl Fatto Quotidiano
Sotto scorta e di notte il primo treno dei rifiuti. Viaggio segreto da Caserta verso la Germania. Decine di agenti: si temono assalti dei clan . Il piano prevede il trasferimento di centomila tonnellate dalla Campania. All' inizio è soltanto un bisbiglio, una parola che s' incastra fra i denti e rotola a fatica nel silenzio. Poi, quando
greto da Caserta verso la Germania. Decine di agenti: si temono assalti dei
clan. Il piano prevede il trasferimento di centomila tonnellate dalla Campania. Corriere della Sera
nere, a prima vista, meno appetibile d' un carico di diamanti o di banconote appena stampate. E che invece, per le cosche della zona, vale più dell' oro. Sul business delle discariche, infatti, i clan hanno costruito le loro fortune imprenditoriali. Si cominciava con un «fosso», una cava in sedicesimo dalla quale veniva estratto il materiale destinato alla costruzione d' una palazzina o di un
e della zona, vale più dell' oro. Sul business delle discariche, infatti, i
clan hanno costruito le loro fortune imprenditoriali. Si cominciava con un «fossCorriere della Sera
nvece lo aveva capito molto tempo prima, ed era intervenuta. Individuando e denunciando gli imprenditori che preferivano smaltire le loro porcherie ai prezzi stracciati offerti dagli emissari dei clan , e quei trasportatori che facevano su e giù per il Paese avvelenando non solo la terra dove andavano a seppellire il loro carico, ma intossicando anche se stessi. Era il 2003 quando il pm della P
smaltire le loro porcherie ai prezzi stracciati offerti dagli emissari dei
clan, e quei trasportatori che facevano su e giù per il Paese avvelenando non soCorriere della Sera
arresti domiciliari, 8 286 pignoramenti giudiziari e un fatturato di quasi 17 miliardi di euro. È la fotografia della criminalità ambientale italiana: un gigantesco business, oggi gestito da 302 clan mafiosi.Per anni, anzi decenni, le infiltrazioni criminali nella gestione dei rifiuti o nello sviluppo delle energie rinnovabili sono aumentate in modo incredibile. E le cifre – diffuse dal rappo
riminalità ambientale italiana: un gigantesco business, oggi gestito da 302
clan mafiosi.Per anni, anzi decenni, le infiltrazioni criminali nella gestione dIl Fatto Quotidiano
lema si verifica nel settore delle energie rinnovabili, che sono sostanziosamente finanziate dalle amministrazioni pubbliche italiane ed europee. Un “tesoro” che non è sfuggito all’attenzione dei clan mafiosi:“Le organizzazioni criminali – ha confermato la DNA (Direzione Nazionale Antimafia) nella sua ultima relazione annuale – sono molto interessate a impianti di energia pulita, perché benefi
iche italiane ed europee. Un “tesoro” che non è sfuggito all’attenzione dei
clan mafiosi:“Le organizzazioni criminali – ha confermato la DNA (Direzione NaziIl Fatto Quotidiano
clan sui rifiuti. Rifiuti tossici nei campi, gli allevatori chiesero aiuto alla camorra. L'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti ad Acerra Quel giorno i carabinieri del Noe di Roma dovevano effettua
Cave e pecore alla diossina. L'affare dei
clan sui rifiuti. Rifiuti tossici nei campi, gli allevatori chiesero aiuto alla Corriere della Sera
dei veleni rilevati dall’Arpac e dai periti di fiducia del pm nei terreni contaminati. IL SISTEMA - Per la Dda di Napoli è il «sistema Pellini», dal nome degli imprenditori considerati legati al clan Belforte di Marcianise che per anni hanno monopolizato lo smaltimento dei rifiuti tossici. In un modo molto semplice secondo il pm Maria Cristina Ribera: scavando buche nei terreni e tombando ton
i è il «sistema Pellini», dal nome degli imprenditori considerati legati al
clan Belforte di Marcianise che per anni hanno monopolizato lo smaltimento dei rCorriere della Sera
anni.Benvenuti in ‘Rifiuti spa’, ramificazioni in tutte le regioni e interessi all’estero. Profitti enormi, danni ambientali e sanitari altrettanto consistenti. E tra i ‘soci’, spuntano spesso i clan mafiosi e camorristici. Legambiente ha riassunto dieci anni di inchieste e sequestri in un dettagliato rapporto che si conclude con alcuni suggerimenti su come intensificare le attività investiga
ntali e sanitari altrettanto consistenti. E tra i ‘soci’, spuntano spesso i
clan mafiosi e camorristici. Legambiente ha riassunto dieci anni di inchieste e Il Fatto Quotidiano
dimora per associazione a delinquere, realizzazione di discariche non autorizzate, gestione illecita di rifiuti, frode, truffa, intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver favorito un clan camorristico.Facciamo un breve passo indietro temporale e spostiamoci in Puglia. Taranto, 6 dicembre 2011. Operazione ‘Golden Plastic’. La Guardia di finanza scopre una organizzazione transaziona
truffa, intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver favorito un
clan camorristico.Facciamo un breve passo indietro temporale e spostiamoci in PuIl Fatto Quotidiano
amo in Sicilia: il 4 dicembre i carabinieri del Noe e la Procura di Barcellona Pozzo di Goto scovano un traffico illegale di spazzatura tra l’isola e il Senegal, gestito da un’impresa collusa coi clan e già sequestrata dalla Dda di Messina nell’operazione ‘Gotha’.Ed ancora: febbraio 2011 operazione ‘Eurot’ a Firenze, un traffico di pezze e stracci che partiva da Prato e giungeva ad Ercolano (N
e di spazzatura tra l’isola e il Senegal, gestito da un’impresa collusa coi
clan e già sequestrata dalla Dda di Messina nell’operazione ‘Gotha’.Ed ancora: fIl Fatto Quotidiano
e non primeggia nel numero di inchieste sui rifiuti. Ma purtroppo continua a detenere il record dei coinvolgimenti delle organizzazioni criminali. Le indagini hanno spesso condotto dritti verso i clan siciliani, campani, calabresi e pugliesi. Ben 39 le cosche censite nei rapporti Ecomafia di Legambiente. Le più attive in materia, quelle del territorio casertano. Legambiente cita la “madre di t
organizzazioni criminali. Le indagini hanno spesso condotto dritti verso i
clan siciliani, campani, calabresi e pugliesi. Ben 39 le cosche censite nei rappIl Fatto Quotidiano
lse”, “Terra dei fuochi”, “Old Iron”, “Giudizio finale”. Fino all’emergere di nuovi pentiti. Come Gaetano Vassallo, uno degli accusatori di Nicola Cosentino. Vassallo, il ministro dei rifiuti del clan Bidognetti, spiegherà per filo e per segno il ruolo diretto dei clan. Fino all’emergere di una situazione drammatica, che Legambiente definisce ‘unica al mondo’: interi territori tra le province
degli accusatori di Nicola Cosentino. Vassallo, il ministro dei rifiuti del
clan Bidognetti, spiegherà per filo e per segno il ruolo diretto dei clan. Fino Il Fatto Quotidiano
rgere di nuovi pentiti. Come Gaetano Vassallo, uno degli accusatori di Nicola Cosentino. Vassallo, il ministro dei rifiuti del clan Bidognetti, spiegherà per filo e per segno il ruolo diretto dei clan . Fino all’emergere di una situazione drammatica, che Legambiente definisce ‘unica al mondo’: interi territori tra le province di Napoli e Caserta sono stati ‘sacrificati’ dalla camorra che li ha
ti del clan Bidognetti, spiegherà per filo e per segno il ruolo diretto dei
clan. Fino all’emergere di una situazione drammatica, che Legambiente definisce Il Fatto Quotidiano
da cui l’appellativo “terra dei fuochi”. Si tratta di cumuli di rifiuti, anche tossici, illegalmente riversati nelle campagne o ai margini delle strade, da parte della Camorra (in particolare il clan dei casalesi), che vengono incendiati diffondendo nell’atmosfera e nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui la diossina. Da molti decenni, nelle campagne campane, si sono verificati ro
mpagne o ai margini delle strade, da parte della Camorra (in particolare il
clan dei casalesi), che vengono incendiati diffondendo nell’atmosfera e nelle teLa Repubblica
di propaggini di gruppi camorristici. Dalle indagini condotte in particolare dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, a partire dal novembre del 1994, e emerso inoltre un ruolo diretto dei clan camorristici proprio nell'attivita di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le inchieste in corso riguarderebbero lo smaltimento abusivo di circa 500 mila tonnellate, con 18 20 mila viaggi effettua
eri, a partire dal novembre del 1994, e emerso inoltre un ruolo diretto dei
clan camorristici proprio nell'attivita di raccolta e smaltimento dei rifiuti. LCorriere della Sera
Ecomafia, nel 2013 giro d’affari da 15 miliardi di euro. Più di 80 reati al giorno. Come si legge nel rapporto di Legambiente sarebbero 321 i clan coinvolti nel business della criminalità ambientale. Il 47% delle infrazioni avvengono in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. L’ecomafia nel 2013 ha ‘fatturato’ 15 miliardi di euro. Un giro d’a
reati al giorno. Come si legge nel rapporto di Legambiente sarebbero 321 i
clan coinvolti nel business della criminalità ambientale. Il 47% delle infrazionIl Fatto Quotidiano
ati pubblicati dal rapporto ‘Ecomafia’ 2014 preparato da Legambiente, che fotografano “un’Italia del malaffare che se ne frega dell’ambiente e della salute”.Una somma che viene spartita tra i 321 clan coinvolti dal business della criminalità ambientale e che nonostante un calo del volume di affari (l’anno scorso toccava quota 16 miliardi), dovuto soprattutto alla spending review e alla minor s
frega dell’ambiente e della salute”.Una somma che viene spartita tra i 321
clan coinvolti dal business della criminalità ambientale e che nonostante un calIl Fatto Quotidiano
1997, è il pentito dei Casalesi, Carmine Schiavone, nell’audizione choc davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, desecretata oggi. A quanto spiega Schiavone per il clan l’affare dei rifiuti diventa "autorizzato" solo dal 1990 in poi. Tuttavia, precisa il pentito, "quel traffico veniva già attuato in precedenza e gli abitanti del paese rischiano di morire tutti d
a sul ciclo dei rifiuti, desecretata oggi. A quanto spiega Schiavone per il
clan l’affare dei rifiuti diventa "autorizzato" solo dal 1990 in poi. Tuttavia, Il Giornale
ntrattiene per organizzare lo sversamento illegale in Campania attribuiscono all'informativa  il valore di "un saggio storico, un vero manuale sull'ecomafia". Nelle sue oltre 200 pagine ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, come si legge in un'inchiesta de L'Es
orico, un vero manuale sull'ecomafia". Nelle sue oltre 200 pagine ci sono i
clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sisteLa Repubblica
miliardario del traffico di rifiuti. Fu a quel punto che l'ex boss dei Casalesi si fece avanti, chiese spiegazioni e pretese che parte degli incassi del mega affare finissero nella cassaforte del clan . IL BROKER E L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Cipriano Chianese possedeva, tramite dei prestanome, delle discariche legali che però "non si riempivano mai". Il sistema aveva bisogno di ispettori delle
tese che parte degli incassi del mega affare finissero nella cassaforte del
clan. IL BROKER E L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Cipriano Chianese possedeva, tramitLa Repubblica
no false o manomesse."Più controlli facciamo", sosteneva il broker, "meglio è". I CONTATTI CON LA POLITICA Nel novembre 1994 viene intercettata una telefonata tra Caterino Vincenzo, esponente del clan dei Casalesi, e Cipriano Chianese per un appuntamento che il broker avrebbe dovuto avere con l'ingegner Luigi Fucci, all'epoca coordinatore di Forza Italia a Caserta. Il professionista, viene con
1994 viene intercettata una telefonata tra Caterino Vincenzo, esponente del
clan dei Casalesi, e Cipriano Chianese per un appuntamento che il broker avrebbeLa Repubblica
'esponente dei Casalesi: "Ho concordato un incontro. Alle 13 lo chiamo e ci parlo. Ti faccio sapere". Chianese, si legge nell'informativa, "svolge dunque un chiaro ruolo a favore di referenti del clan dei Casalesi per ciò che attiene le questioni finanziarie, politiche e giudiziarie". I RAPPORTI CON LA P2 Sia Cipriano Chianese sia Gaetano Cerci, "fidanzato della nipote di Francesco Bidognetti"
nell'informativa, "svolge dunque un chiaro ruolo a favore di referenti del
clan dei Casalesi per ciò che attiene le questioni finanziarie, politiche e giudLa Repubblica
che Sicilia, Calabria e Campania. Il fatturato totale è di 16,7 miliardi di euro, 34.120 reati accertati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri. E come se non bastasse, aumenta il numero dei clan che si spartiscono il business, passando da 296 a 302, e quadruplicano i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose che passano da 6 a 25. Il 45,7% dei reati è concentrato nelle quattro regioni a t
denunciate, 8.286 sequestri. E come se non bastasse, aumenta il numero dei
clan che si spartiscono il business, passando da 296 a 302, e quadruplicano i coLa Repubblica
pporto Ecomafie 2013, Legambiente: “Con la crisi aumentano i reati ambientali”. Un fatturato annuo di oltre 16 miliardi di euro, più di 34mila reati accertati con 28mila persone denunciate, 302 i clan coinvolti. Sono i numeri della criminalità ambientale elencati nell’edizione 2013 del Rapporto Ecomafie, curato da Legambiente. Non solo discariche e rifiuti tossici, quest’anno i fari sono punta
di euro, più di 34mila reati accertati con 28mila persone denunciate, 302 i
clan coinvolti. Sono i numeri della criminalità ambientale elencati nell’edizionIl Fatto Quotidiano
ondo gli investigatori è il creatore del traffico illegale dei rifiuti. Un pentito: "Mi incaricò dell'omicidio". La Dia ha arrestato Cipriano Chianese, avvocato di 62 anni, imprenditore legato al clan dei Casalesi per conto dei quali ha inventato e gestito il traffico illecito dei rifiuti confluiti anche nella Terra dei Fuochi. E' accusato di aver estorto quote e gestione di una società di tra
ha arrestato Cipriano Chianese, avvocato di 62 anni, imprenditore legato al
clan dei Casalesi per conto dei quali ha inventato e gestito il traffico illecitLa Repubblica
no state archiviate nel 2011. Nell'inchiesta, Chianese è considerato da Dda e Dia il mandante, il regista e, insieme ad altri, parziale esecutore delle attività che nel dicembre 2005 portarono il clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestione della società di trasporto Mary Trans e del relativo complesso aziendale. Ma Chianese, "colletto bianco" del clan dei
altri, parziale esecutore delle attività che nel dicembre 2005 portarono il
clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestionLa Repubblica
o il clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestione della società di trasporto Mary Trans e del relativo complesso aziendale. Ma Chianese, "colletto bianco" del clan dei Casalesi, secondo gli investigatori, è una figura chiave per ricostruire il traffico illegale dei riufiuti nella terra dei fuoco anzi, per dirla come alcuni pentiti, è l'inventore del traffic
rans e del relativo complesso aziendale. Ma Chianese, "colletto bianco" del
clan dei Casalesi, secondo gli investigatori, è una figura chiave per ricostruirLa Repubblica
ip di Napoli a suo carico con provvedimento di sequestro beni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso; una inchiesta che accertò la sua doppia veste di imprenditore e di affiliato al clan , che gli consentiva di ottenere cospicui ricavi dal traffico di rifiuti che venivano smaltiti in modo abusivo e incontrollato nelle sue discariche. L'arresto poi il 4 gennaio 2006 e il 4 agosto d
inchiesta che accertò la sua doppia veste di imprenditore e di affiliato al
clan, che gli consentiva di ottenere cospicui ricavi dal traffico di rifiuti cheLa Repubblica
zo  di Andrea Postiglione e Nello Trocchia Latina, le vecchie lire di Bankitalia interrate in un terreno confiscato ai CasalesiBanconote delle vecchie lire sotterrate in un terreno confiscato al clan dei Casalesi. Succede anche questo nel Bel Paese. Soldi gestiti dalla Banca d’Italia che, nel passaggio dalla lira all’euro, doveva smaltire la vecchia cartamoneta affidando degli appalti ad una
CasalesiBanconote delle vecchie lire sotterrate in un terreno confiscato al
clan dei Casalesi. Succede anche questo nel Bel Paese. Soldi gestiti dalla BancaIl Fatto Quotidiano
omafia 2013, curato dalla Legambiente. I numeri sono impressionanti: 16,7 miliardi di euro di fatturato, 34.120 reati accertati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri effettuati. Aumentano i clan coinvolti (da 296 a 302), quadruplicano i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (da 6 a 25), salgono gli incendi boschi. "Quella delle ecomafie", ha dichiarato il presidente di Legambiente Vit
certati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri effettuati. Aumentano i
clan coinvolti (da 296 a 302), quadruplicano i Comuni sciolti per infiltrazioni La Repubblica
ui, a pochi chilometri da Napoli, comincia l' area che nel piano regolatore della camorra è stato assegnata alla sepoltura illecita dei rifiuti. Un territorio che unisce la camorra casertana, del clan dei Casalesi, con quella napoletana del clan dei Mallardo. In questo triangolo maledetto comandano loro. I clan della rifiuti connection. I becchini della camorra che, tra l' impunità assoluta, s
ra illecita dei rifiuti. Un territorio che unisce la camorra casertana, del
clan dei Casalesi, con quella napoletana del clan dei Mallardo. In questo triangLa Repubblica
area che nel piano regolatore della camorra è stato assegnata alla sepoltura illecita dei rifiuti. Un territorio che unisce la camorra casertana, del clan dei Casalesi, con quella napoletana del clan dei Mallardo. In questo triangolo maledetto comandano loro. I clan della rifiuti connection. I becchini della camorra che, tra l' impunità assoluta, sfacciatamente continuano a seppellire e incen
isce la camorra casertana, del clan dei Casalesi, con quella napoletana del
clan dei Mallardo. In questo triangolo maledetto comandano loro. I clan della riLa Repubblica
sepoltura illecita dei rifiuti. Un territorio che unisce la camorra casertana, del clan dei Casalesi, con quella napoletana del clan dei Mallardo. In questo triangolo maledetto comandano loro. I clan della rifiuti connection. I becchini della camorra che, tra l' impunità assoluta, sfacciatamente continuano a seppellire e incendiare i rifiuti. Di tutti i tipi. Di giorno e di notte. Senza disti
tana del clan dei Mallardo. In questo triangolo maledetto comandano loro. I
clan della rifiuti connection. I becchini della camorra che, tra l' impunità assLa Repubblica
he vivono nei campi nomadi della zona, sono utilizzati per appiccare il fuoco e per una sorta di vigilanza passiva per garantire ai camion il percorso libero da eventuali improbabili controlli. I clan gli danno 50 euro a cumulo bruciato. Nella terra dei fuochi, dal colore del fumo si capisce che cosa brucia: fumo nero significa copertoni, grigio fitto è la plastica delle serre. Quando il color
arantire ai camion il percorso libero da eventuali improbabili controlli. I
clan gli danno 50 euro a cumulo bruciato. Nella terra dei fuochi, dal colore delLa Repubblica
apoli, sequestrati tre siti. Tra i rifiuti tossici anche gli scarti dell’Italsider di Bagnoli. Le indagini della direzione distrettuale antimafia nascono grazie alle rivelazioni di un pentito del clan dei calalesi e gettano un'ombra sinistra sulla correttezza delle operazioni di bonifica realizzate a Bagnoli che dovrà ospitare l'America's Cup. “Questa è la nuova ecomafia quella che lucra sulle
ne distrettuale antimafia nascono grazie alle rivelazioni di un pentito del
clan dei calalesi e gettano un'ombra sinistra sulla correttezza delle operazioniIl Fatto Quotidiano
a infinita che ormai non coinvolge più solo le discariche, ma anche le operazioni di bonifica.Come emerge dall’ultima operazione eseguita dall’antimafia di Napoli e dal racconto di un pentito del clan dei casalesi, una parte degli scarti della bonifica di Bagnoli, l’area dell’ex Italsider, sarebbero finiti nei terreni del casertano. Un’operazione che ha coinvolto anche le cosche di Casal di Pr
erazione eseguita dall’antimafia di Napoli e dal racconto di un pentito del
clan dei casalesi, una parte degli scarti della bonifica di Bagnoli, l’area dellIl Fatto Quotidiano
ta dalla squadra mobile di Caserta diretta da Angelo Morabito e dal comando provinciale del corpo forestale di Napoli guidato da Sergio Costa, ha dato seguito alle dichiarazioni di un pentito del clan dei casalesi, l’imprenditore Tammaro Diana, arrestato lo scorso novembre e ritenuto organico alla famiglia Bidognetti.Tra i siti sequestrati il primo ad essere perimetrato è quello nei pressi del
idato da Sergio Costa, ha dato seguito alle dichiarazioni di un pentito del
clan dei casalesi, l’imprenditore Tammaro Diana, arrestato lo scorso novembre e Il Fatto Quotidiano
Ecomafie fatturano 20 mld l'anno. Il business delle Ecomafie vale quasi venti miliardi all'anno. Una torta suddivisa tra duecentonovanta clan . Sfiorano i trentunomila gli illeciti ambientali accertati ogni anno, pari a ottantaquattro al giorno. Questi, in sintesi, alcuni dei dati contenuti nel rapporto Ecomafia duemilaundici di Legambi
vale quasi venti miliardi all'anno. Una torta suddivisa tra duecentonovanta
clan. Sfiorano i trentunomila gli illeciti ambientali accertati ogni anno, pari Corriere della Sera
ra, l’ultima caccia è scattata a fine maggio nelle strade e nelle campagne di Casapesenna, comune in provincia di Caserta, con perquisizioni e sequestri. Resta l’ultimo superlatitante del potente clan dei Casalesi, l’unico ancora in libertà. Michele Zagaria è sfuggito alla cattura più volte, ma durante la sua latitanza avrebbe incontrato pezzi deviati dello stato per parlare di protezione e di
a, con perquisizioni e sequestri. Resta l’ultimo superlatitante del potente
clan dei Casalesi, l’unico ancora in libertà. Michele Zagaria è sfuggito alla caIl Fatto Quotidiano
di Napoli. Lui non è un camorrista, ma un faccendiere, imprenditore e avvocato che ha tentato, sfiorato per pochi voti, nel 1994 il salto alla Camera dei deputati con Forza Italia, appoggiato dal clan (oggi è imputato per concorso esterno in associazione camorristica). E i Casalesi da lui hanno imparato l’arte della spazzatura interrata, il business della gestione del pattume, tossico e no. L’
nel 1994 il salto alla Camera dei deputati con Forza Italia, appoggiato dal
clan (oggi è imputato per concorso esterno in associazione camorristica). E i CaIl Fatto Quotidiano
Perquisizioni a tappeto per l'omicidio di Michele Orsi, l'imprenditore che aveva testimoniato nel processo sugli affari dei clan nello smaltimento dei rifiuti. L'avvocato: Non gli avevano concesso la scorta. Scorta concessa, invece, al fratello per l’udienza preliminare del 17 giugno Caserta - Indagini a tappeto per l’omic
e Orsi, l'imprenditore che aveva testimoniato nel processo sugli affari dei
clan nello smaltimento dei rifiuti. L'avvocato: Non gli avevano concesso la scorIl Giornale
, fratello maggiore dell’imprenditore, anch’egli coinvolto nel procedimento giudiziario per le tangenti che la Eco4, la loro società di raccolta e smaltimento rifiuti, versava ai politici e al clan La Torre. Protezione mancata Aveva testimoniato nei giorni scorsi in aula in un processo su clan e affari e giovedì era atteso di nuovo in tribunale dove avrebbe dovuto nuovamente deporre. L’i
a loro società di raccolta e smaltimento rifiuti, versava ai politici e al
clan La Torre. Protezione mancata Aveva testimoniato nei giorni scorsi in aula iIl Giornale
tangenti che la Eco4, la loro società di raccolta e smaltimento rifiuti, versava ai politici e al clan La Torre. Protezione mancata Aveva testimoniato nei giorni scorsi in aula in un processo su clan e affari e giovedì era atteso di nuovo in tribunale dove avrebbe dovuto nuovamente deporre. L’imprenditore Michele Orsi, 47 anni, è stato ucciso ieri vicino a casa, a Casal di Principe, il co
ione mancata Aveva testimoniato nei giorni scorsi in aula in un processo su
clan e affari e giovedì era atteso di nuovo in tribunale dove avrebbe dovuto nIl Giornale
teso di nuovo in tribunale dove avrebbe dovuto nuovamente deporre. L’imprenditore Michele Orsi, 47 anni, è stato ucciso ieri vicino a casa, a Casal di Principe, il comune da cui prende nome il clan dei Casalesi, la più potente organizzazione della camorra. Il suo legale, l’avvocato Carlo Destavola, ha denunciato che in questi ultimi due mesi, più volte, aveva chiesto protezione per il su
ieri vicino a casa, a Casal di Principe, il comune da cui prende nome il
clan dei Casalesi, la più potente organizzazione della camorra. Il suo legale,Il Giornale
ni e deciso di collaborare con gli inquirenti. L'omicidio La sua uccisione rappresenta un "salto di qualità della strategia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan " ha spiegato il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia. Il magistrato ha spiegato che Orsi non si può definire un pentito "in senso te
egia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i
clan" ha spiegato il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, coordinatoreIl Giornale
o tecnico, ma un imprenditore che con le sue ammissioni e le sue rivelazioni stava offrendo un importante contributo". Per gli inquirenti è ora più che mai necessario "catturare i latitanti del clan , tra cui esponenti di primo piano come Zagaria e Iovine, ma per questo occorrono rinforzi in termini di uomini e mezzi" come ha spiegato Roberti che ha detto di confidare nel sostegno del Capo d
Per gli inquirenti è ora più che mai necessario "catturare i latitanti del
clan, tra cui esponenti di primo piano come Zagaria e Iovine, ma per questo occIl Giornale
clan intascano in dodici mesi di Ecomafia. E la parte del leone la fanno le cosche campane, specialiste nel settore. Proprio l'Ecomafia, secondo il procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna, cos
Ventiseimila miliardi è l'astronomica cifra che 138
clan intascano in dodici mesi di Ecomafia. E la parte del leone la fanno le coscLa Repubblica
oprono irregolarita' nel settore dello smaltimento della spazzatura. Molte persone ritirano i rifiuti da destinare alle ditte appaltatrici indicate dalla Regione e poi se ne liberano cedendoli ai clan criminali oppure gettandoli direttamente in discariche abusive, senza farli mai giungere nei luoghi adibiti allo smaltimento. E ormai chiaro agli addetti ai lavori che il riciclaggio dei rifiuti
ditte appaltatrici indicate dalla Regione e poi se ne liberano cedendoli ai
clan criminali oppure gettandoli direttamente in discariche abusive, senza farliCorriere della Sera
zza economica. Quando si parla di “Ecomafia” si fa riferimento ai danni ambientali, che si pagano in termini di sicurezza, malattie e morti, e che sono diretta conseguenza del modo di operare dei clan .I numeri, tratti dalle inchieste di forze dell’ordine e magistratura, parlano chiaro. E dimostrano, appunto, che nel 2009 la Lombardia ha confermato le stesse irregolarità (perdendo però una posi
a, malattie e morti, e che sono diretta conseguenza del modo di operare dei
clan.I numeri, tratti dalle inchieste di forze dell’ordine e magistratura, parlaIl Fatto Quotidiano
re strade, gallerie e ospedali. Con evidenti conseguenze per la sicurezza delle opere.La grande abbuffata di Expo è dietro l’angolo e gli indicatori di situazioni malavitose e della pressione dei clan sulla politica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo luglio, con una raffica di arresti, alle porte di Milano, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti
ro l’angolo e gli indicatori di situazioni malavitose e della pressione dei
clan sulla politica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo lIl Fatto Quotidiano
itica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo luglio, con una raffica di arresti, alle porte di Milano, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti legati al clan di Francesco Valle, federato con la cosca De Stefano di Reggio Calabria. Nell’ordinanza si parla della concessione di licenze per l’apertura di attività (discoteche, mini casinò, ristoranti) nell
o, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti legati al
clan di Francesco Valle, federato con la cosca De Stefano di Reggio Calabria. NeIl Fatto Quotidiano
nnezza nella Terra dei fuochi. Ma il sodalizio tra la criminalità organizzata e ditte locali è antico e torna d'attualità dopo le parole del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: "Qui i clan hanno portato sostanze pericolose". C’è un legame sporco tra la Toscana e il business dei rifiuti. La regione è una tra le più coinvolte nei traffici che fanno capolinea nella Terra dei fuochi o
à dopo le parole del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: "Qui i
clan hanno portato sostanze pericolose". C’è un legame sporco tra la Toscana e iIl Fatto Quotidiano
da cabina di regia per un traffico illecito di rifiuti costituiti da stracci. Milioni di tonnellate di indumenti partiti da Prato sono arrivati a Ercolano (Napoli) grazie alla collaborazione del clan  Birra-Iacomino. Qui, ufficialmente, vengono ripuliti e disinfettati, mentre in realtà sono smaltiti senza essere sottoposti ad alcun trattamento, in totale violazione delle norme sui rifiuti. L’o
i da Prato sono arrivati a Ercolano (Napoli) grazie alla collaborazione del
clan Birra-Iacomino. Qui, ufficialmente, vengono ripuliti e disinfettati, mentreIl Fatto Quotidiano
ra. I rifiuti partiti dal Nord e sepolti nella Terra dei fuochi, adesso sarebbero tornati indietro come un boomerang avvelenato. Di più, alcuni si sarebbero fermati a Prato dove gli interessi dei clan si mischiano a quelli della criminalità cinese. Nel dicembre scorso, le parole del numero uno dell’antimafia innescano lo stupore dei deputati toscani del Partito democratico Antonello Giacomelli
elenato. Di più, alcuni si sarebbero fermati a Prato dove gli interessi dei
clan si mischiano a quelli della criminalità cinese. Nel dicembre scorso, le parIl Fatto Quotidiano
clan al nord trovano appoggi e coperture”. Il terzo rapporto annuale di Libera sulle infiltrazioni in regione descrive una terra ambita da cosche, cosa nostra, camorra, 'ndrangheta e dove le strutture
Mafie in Emilia Romagna, dossier: “I
clan al nord trovano appoggi e coperture”. Il terzo rapporto annuale di Libera sIl Fatto Quotidiano
ssociazione Libera, che ha presentato il 3° Rapporto annuale sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna, descrive una regione “ambita” dalle cosche, Cosa nostra, Camorra e ‘Ndran­gheta, dove i clan “delocalizzano le proprie attività”, a “spaventare” è principalmente un nuovo dato: quello fornito dalla Dna, la direzione nazionale antimafia. Secondo cui, “a causa di una consistente ondata mig
regione “ambita” dalle cosche, Cosa nostra, Camorra e ‘Ndran­gheta, dove i
clan “delocalizzano le proprie attività”, a “spaventare” è principalmente un nuoIl Fatto Quotidiano
a “spaventare” è principalmente un nuovo dato: quello fornito dalla Dna, la direzione nazionale antimafia. Secondo cui, “a causa di una consistente ondata migratoria in passato, gli affiliati ai clan hanno potuto godere di appoggi e coperture, loro riconosciute non sempre consapevolmente”. L’insediarsi della ‘ndrangheta nel territorio, scrive Libera, “in particolare quella proveniente dalla z
“a causa di una consistente ondata migratoria in passato, gli affiliati ai
clan hanno potuto godere di appoggi e coperture, loro riconosciute non sempre coIl Fatto Quotidiano
omici delle proprie imprese illegali impiantate in loco, tramite la corresponsione in quota maggioritaria di quanto incassato nel corso del medio e lungo periodo”.L’insediamento oggi radicato dei clan mafiosi, spiega Libera, in Emilia Romagna “è silenzioso” e agisce sul tessuto produttivo, con usura, estorsioni e acquisizioni di imprese in difficoltà, sociale, via gioco d’azzardo e compro oro,
ssato nel corso del medio e lungo periodo”.L’insediamento oggi radicato dei
clan mafiosi, spiega Libera, in Emilia Romagna “è silenzioso” e agisce sul tessuIl Fatto Quotidiano
Napoli, il pm chiede 232 anni di carcere per 26 imputati di ecomafia. Nel capoluogo campano si avvia a conclusione uno dei primi dibattimenti per reati ambientali compiuti dai clan . Imprenditori, funzionari e anche tre carabinieri sono accusati, a vario titolo di avere costruito una associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e al disastro ambientale. “Ques
a conclusione uno dei primi dibattimenti per reati ambientali compiuti dai
clan. Imprenditori, funzionari e anche tre carabinieri sono accusati, a vario tiIl Fatto Quotidiano
li, ma anche nei regi lagni con profitti enormi.Il pm ha chiesto 18 anni per ognuno dei tre fratelli Pellini, responsabili dell’organizzazione, che insieme a Pino Buttone, “imprenditore boss” del clan Belforte, rispondono anche dell’aggravante di aver favorito un clan di camorra. La ‘monnezza’ tossica smaltita illecitamente è ancora lì, alcuni terreni destinatari di smaltimento non sono ancora
li dell’organizzazione, che insieme a Pino Buttone, “imprenditore boss” del
clan Belforte, rispondono anche dell’aggravante di aver favorito un clan di camoIl Fatto Quotidiano
anni per ognuno dei tre fratelli Pellini, responsabili dell’organizzazione, che insieme a Pino Buttone, “imprenditore boss” del clan Belforte, rispondono anche dell’aggravante di aver favorito un clan di camorra. La ‘monnezza’ tossica smaltita illecitamente è ancora lì, alcuni terreni destinatari di smaltimento non sono ancora stati identificati, “nessuna bonifica è stata avviata”, ha tenuto a
ss” del clan Belforte, rispondono anche dell’aggravante di aver favorito un
clan di camorra. La ‘monnezza’ tossica smaltita illecitamente è ancora lì, alcunIl Fatto Quotidiano
ce l’estraneità alle accuse. Il pubblico ministero ha ricordato le parole del pentito Pasquale Di Fiore che ha raccontato come i contadini, stanchi delle denunce insabbiate, si fossero rivolti al clan per fermare gli scarichi di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici. “I contadini – ha raccontato il collaboratore – avevano paura visto che gli ortaggi non avevano più mercato e dovevano falsi
o come i contadini, stanchi delle denunce insabbiate, si fossero rivolti al
clan per fermare gli scarichi di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici. “I cIl Fatto Quotidiano
– avevano paura visto che gli ortaggi non avevano più mercato e dovevano falsificare le etichette di provenienza”. Non solo, sempre Di Fiore ha ricordato come “i Pellini sul comune sono un altro clan ” in riferimento alle entrature di cui godevano presso l’ente locale.Dopo la lunga requisitoria, che ha occupato due udienze, è arrivata la richiesta dell’avvocato Giovanni Bianco, legale della fa
solo, sempre Di Fiore ha ricordato come “i Pellini sul comune sono un altro
clan” in riferimento alle entrature di cui godevano presso l’ente locale.Dopo laIl Fatto Quotidiano
o da un tumore, ‘Morto in attesa di giustizia’, prima di concludere: “Sarebbe bello essere atei in questo mondo dove regna il dio denaro”. In chiusura Pino Buttone, ritenuto imprenditore-boss del clan , collegato in videoconferenza dal carcere di Milano, ha attaccato il pubblico ministero Maria Cristina Ribera e Mario Taliendo, maresciallo capo del Noe, che ha condotto le indagini, prima di aug
na il dio denaro”. In chiusura Pino Buttone, ritenuto imprenditore-boss del
clan, collegato in videoconferenza dal carcere di Milano, ha attaccato il pubbliIl Fatto Quotidiano
ene. I risultati sono stati l'arresto di 29 latitanti, due dei quali tra i trenta più pericolosi, e il sequestro di 200 milioni di euro. Il «modello Caserta» nasce dalla volontà di smantellare il clan dei Casalesi, un'organizzazione forte e spregiudicata che pretende di porsi come antistato. Il «modello Caserta» è un modello che il governo intende mantenere ed estendere. NUOVE MISURE CONTRO LA
milioni di euro. Il «modello Caserta» nasce dalla volontà di smantellare il
clan dei Casalesi, un'organizzazione forte e spregiudicata che pretende di porsiIl Giornale
i antimafia. C più poteri alla direzione distrettuale Antimafia per colpire i patrimoni mafiosi. D Lotta all'ecomafia. E Più sostegno alle vittime del racket e dell'usura. F Mappa informatica dei clan . G Vigilanza sugli appalti. H Sequestri dei beni mafiosi in Europa. I Più operazioni sotto copertura. J Piano contro il lavoro nero nel Sud.
Più sostegno alle vittime del racket e dell'usura. F Mappa informatica dei
clan. G Vigilanza sugli appalti. H Sequestri dei beni mafiosi in Europa. I Più oIl Giornale
iapiedi insanguinati di Napoli. clan si sono spartiti il business dello smaltimento illecito dei rifiuti: un affare da centinaia di milioni di euro. Con la complicità di amministrazioni locali. Pecunia non olet, figuriamoci 'a munne
I
clan si sono spartiti il business dello smaltimento illecito dei rifiuti: un affIl Giornale
nezza. Il grande business dei rifiuti, del suo illecito smaltimento a opera di teste di legno consorziate alla Camorra, è la seconda entrata per la malavita organizzata napoletana. Ogni maledetto clan si contende una porzione di spazzatura per un giro d'affari da centinaia di milioni di euro, perennemente in attivo per il menefreghismo della politica che quando fa, fa male, e finisce pure sott
è la seconda entrata per la malavita organizzata napoletana. Ogni maledetto
clan si contende una porzione di spazzatura per un giro d'affari da centinaia diIl Giornale
perennemente in attivo per il menefreghismo della politica che quando fa, fa male, e finisce pure sott'inchiesta. Aveva ragione il «netturbino con la pistola», Nunzio Perrella, killer-pentito del clan Puccinelli, quando paragonò i sacchi con gli avanzi e le scorie a tanti piccoli lingotti d'oro. In questa terra di nessuno, disseminata di morti ammazzati e discariche abusive, l'emergenza è crim
ragione il «netturbino con la pistola», Nunzio Perrella, killer-pentito del
clan Puccinelli, quando paragonò i sacchi con gli avanzi e le scorie a tanti picIl Giornale
biente e poi finita con una condanna in primo grado con prescrizione in appello, aveva scoperto milioni di chili di rifiuti tossici e speciali «prodotti» in modo illegale. Raffaele Amato, il capo clan «scissionista» riparato in Spagna, è uno di quelli che per primo ha subodorato l'andazzo unendo l'utile al dilettevole: assicurandosi a peso d'oro il trasporto della spazzatura riempiva i veicoli
uti tossici e speciali «prodotti» in modo illegale. Raffaele Amato, il capo
clan «scissionista» riparato in Spagna, è uno di quelli che per primo ha subodorIl Giornale
to". "Questo provvedimento - rileva Realacci - permetterà di affrontare meglio l'emergenza bonifiche, di alzare l'asticella della legalità e di rafforzare l'azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti. Come denunciato dal dossier Ecomafia di Legambiente, in Campania  sono almeno quindici i clan che hanno tratto profitto da questo "t
lla della legalità e di rafforzare l'azione di contrasto alle ecomafie e ai
clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti. Come denunciLa Repubblica
azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti. Come denunciato dal dossier Ecomafia di Legambiente, in Campania  sono almeno quindici i clan che hanno tratto profitto da questo "traffico sporco", praticamente due squadre di calciotto che si contendono il titolo di campioni dell'orrore di cui fanno parte: gli Alfieri, i Belforte, Bidog
to dal dossier Ecomafia di Legambiente, in Campania  sono almeno quindici i
clan che hanno tratto profitto da questo "traffico sporco", praticamente due squLa Repubblica
Ecomafie, “Serve una normativa urgente. Nei dati ufficiali i veleni nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliardi di euro. In testa alla classifica ancora il Sud, ma il fenomeno è in espansione in Lazio e Lombardia. L'associazione
nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento
clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliarIl Fatto Quotidiano
ità ambientale, ma che non figura nei rapporti dell’organo di ricerca del dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo. Un business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300 clan . “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenze – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità dell’associazione -, approfittando di grav
n business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300
clan. “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenzIl Fatto Quotidiano
un dato da sempre mancante”, si denuncia nel dossier.Se resta difficile capire il volume reale dei traffici ambientali illegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300 clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un esercito di colletti bianchi”. Personaggi con un “ampia disponibilità di denaro linquido da una parte – spiega Fontana -,
llegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300
clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un eIl Fatto Quotidiano
Ecomafie, “Serve una normativa urgente. Nei dati ufficiali i veleni nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliardi di euro. In testa alla classifica ancora il Sud, ma il fenomeno è in espansione in Lazio e Lombardia. L'associazione
nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento
clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliarIl Fatto Quotidiano
ità ambientale, ma che non figura nei rapporti dell’organo di ricerca del dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo. Un business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300 clan . “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenze – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità dell’associazione -, approfittando di grav
n business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300
clan. “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenzIl Fatto Quotidiano
un dato da sempre mancante”, si denuncia nel dossier.Se resta difficile capire il volume reale dei traffici ambientali illegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300 clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un esercito di colletti bianchi”. Personaggi con un “ampia disponibilità di denaro linquido da una parte – spiega Fontana -,
llegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300
clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un eIl Fatto Quotidiano
clan con un giro di affari di 4,5 miliardi di euro. I numeri sono chiari e senza appelli: è la Campania, come ogni anno, la regina assoluta della classifica per numero di reati ambientali, 4.703, tre
I numeri e i dati di Legambiente. Il ruolo della criminalità: 88
clan con un giro di affari di 4,5 miliardi di euro. I numeri sono chiari e senzaLa Repubblica
ento Spa", che in dieci anni ha realizzato circa 60.000 case abusive, pari a oltre nove milioni di metri quadrati di superficie cementificata. Un assegno in bianco da mettere nella cassaforte dei clan e una manna per i colletti bianchi del mattone. I numeri delle forze dell'ordine sono un'ulteriore conferma: con 838 reati accertati (oltre il 15% del totale nazionale), 952 persone denunciate e
erficie cementificata. Un assegno in bianco da mettere nella cassaforte dei
clan e una manna per i colletti bianchi del mattone. I numeri delle forze dell'oLa Repubblica
i sono le serre, dove emerge una presenza oltre soglia di zinco, i prodotti agricoli vengono quotidianamente commercializzati. Nel procedimento sono indagati, con l’aggravante di aver favorito il clan dei Casalesi, Nicola Martiniello ed Elio Roma. Quest’ultimo, insieme a Cipriano Chianese, Gaetano Cerci e altri, è un nome noto agli investigatori già condannato in primo grado per lo smaltimento
zzati. Nel procedimento sono indagati, con l’aggravante di aver favorito il
clan dei Casalesi, Nicola Martiniello ed Elio Roma. Quest’ultimo, insieme a CiprIl Fatto Quotidiano
e ha chiamato in causa Licio Gelli (già coinvolto in una inchiesta in passato). “Furono proprio i Roma (Elio e Generoso) a spiegarmi che essi, soprattutto negli anni novanta, erano addetti per il clan dei Casalesi gruppo Bidognetti alla gestione dei rifiuti, prevalentemente per il trasporto dei rifiuti tossici del Nord, specialmente dalla Toscana alla Campania (…) I Roma ci tenevano anche a so
a spiegarmi che essi, soprattutto negli anni novanta, erano addetti per il
clan dei Casalesi gruppo Bidognetti alla gestione dei rifiuti, prevalentemente pIl Fatto Quotidiano
he ricostruisce le origini del saccheggio: “La ‘questione rifiuti‘ - si legge nel dossier della Dia – ha messo in evidenza i rapporti patologici politico-criminali-imprenditoriali tra i vari capi clan delle ‘famiglie’ casertane e gli imprenditori del settore rifiuti sia locali che transregionali, come dimostra il caso paradigmatico dell’interlocuzione ‘contrattuale’ tra Gaetano Cerci (pregiudi
za i rapporti patologici politico-criminali-imprenditoriali tra i vari capi
clan delle ‘famiglie’ casertane e gli imprenditori del settore rifiuti sia localIl Fatto Quotidiano
amiglie’ casertane e gli imprenditori del settore rifiuti sia locali che transregionali, come dimostra il caso paradigmatico dell’interlocuzione ‘contrattuale’ tra Gaetano Cerci (pregiudicato del clan Bidognetti) ed il noto Licio Gelli negli anni ’90, attraverso la cui relazione delinquenziale fu possibile, per alcuni anni, in modo sistematico, il trasferimento di sostanze altamente tossiche d
tico dell’interlocuzione ‘contrattuale’ tra Gaetano Cerci (pregiudicato del
clan Bidognetti) ed il noto Licio Gelli negli anni ’90, attraverso la cui relaziIl Fatto Quotidiano
un imputato di traffico illecito di rifiuti, è tra le motivazioni della sentenza del Tar, può non essere collegato al crimine organizzato soprattutto se il provvedimento è privo di riferimenti ai clan . La sentenza del Tar ha dichiarato illegittima anche l’ordinanza del sindaco e tramonta, di fatto, anche la possibilità, di requisire i Tmb privati che tornano nella piena disponibilità dell’avvo
imine organizzato soprattutto se il provvedimento è privo di riferimenti ai
clan. La sentenza del Tar ha dichiarato illegittima anche l’ordinanza del sindacIl Fatto Quotidiano
e l'allarme per il calcestruzzo depotenziato: a rischio strade, ponti, viadotti, ferrovie, gallerie, case, centri commerciali, scuole, ospedali e commissariati. Un business molto redditizio per i clan che si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubbliche e private. Nell'elenco delle opere taroccate con calcestruzzo di pessima qualità ci sono gli aeroporti di Palermo e Tra
ciali, scuole, ospedali e commissariati. Un business molto redditizio per i
clan che si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubblicheLa Repubblica
Ecomafie, “In Italia, sequestrate 11 tonnellate di rifiuti speciali. Più del doppio del 2009”. Presentato il rapporto annuale di Legambiente relativo allo scorso anno. Trecento clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Un affare da più di 19 miliardi di euro. Tra questi, la maggior parte riguardano lo smaltimento illecito dei rifiuti e l'abusivismo. In testa alla classifi
tato il rapporto annuale di Legambiente relativo allo scorso anno. Trecento
clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Un affare da più di 19 miliardi di Il Fatto Quotidiano
re più una miniera di guadagni illegali per le organizzazioni criminali. Le forze dell’ordine stimano che solo nel 2010 il volume d’affari è stato di 19,3 miliardi di euro, spartito tra quasi 300 clan . Venti in più rispetto al 2009. Ma per le mafie sarebbe impossibile raggiungere questo livello di infiltrazione e “occupare stabilmente posti chiave dell’economia” senza un aiuto. Che è quello “d
il volume d’affari è stato di 19,3 miliardi di euro, spartito tra quasi 300
clan. Venti in più rispetto al 2009. Ma per le mafie sarebbe impossibile raggiunIl Fatto Quotidiano
Ecomafie, “Serve una normativa urgente. Nei dati ufficiali i veleni nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliardi di euro. In testa alla classifica ancora il Sud, ma il fenomeno è in espansione in Lazio e Lombardia. L'associazione
nemmeno esistono”Presentato il rapporto 2011 di Legambiente. Quasi trecento
clan impegnati in 30mila illeciti accertati. Per un business da più di 19 miliarIl Fatto Quotidiano
ità ambientale, ma che non figura nei rapporti dell’organo di ricerca del dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo. Un business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300 clan . “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenze – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità dell’associazione -, approfittando di grav
n business da più di 19 miliardi di euro solo nel 2010, in mano a quasi 300
clan. “Fenomeni che continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenzIl Fatto Quotidiano
un dato da sempre mancante”, si denuncia nel dossier.Se resta difficile capire il volume reale dei traffici ambientali illegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300 clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un esercito di colletti bianchi”. Personaggi con un “ampia disponibilità di denaro linquido da una parte – spiega Fontana -,
llegali, sicura è invece l’associazione riguardo ai responsabili. Circa 300
clan – venti in più rispetto al 2009 – con la collaborazione necessaria di “un eIl Fatto Quotidiano
zza economica. Quando si parla di “Ecomafia” si fa riferimento ai danni ambientali, che si pagano in termini di sicurezza, malattie e morti, e che sono diretta conseguenza del modo di operare dei clan .I numeri, tratti dalle inchieste di forze dell’ordine e magistratura, parlano chiaro. E dimostrano, appunto, che nel 2009 la Lombardia ha confermato le stesse irregolarità (perdendo però una posi
a, malattie e morti, e che sono diretta conseguenza del modo di operare dei
clan.I numeri, tratti dalle inchieste di forze dell’ordine e magistratura, parlaIl Fatto Quotidiano
re strade, gallerie e ospedali. Con evidenti conseguenze per la sicurezza delle opere.La grande abbuffata di Expo è dietro l’angolo e gli indicatori di situazioni malavitose e della pressione dei clan sulla politica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo luglio, con una raffica di arresti, alle porte di Milano, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti
ro l’angolo e gli indicatori di situazioni malavitose e della pressione dei
clan sulla politica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo lIl Fatto Quotidiano
itica sono ormai evidenti: l’ultimo in ordine di tempo, il primo luglio, con una raffica di arresti, alle porte di Milano, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti legati al clan di Francesco Valle, federato con la cosca De Stefano di Reggio Calabria. Nell’ordinanza si parla della concessione di licenze per l’apertura di attività (discoteche, mini casinò, ristoranti) nell
o, per affari tra ‘ndrangheta e politica. In manette 15 esponenti legati al
clan di Francesco Valle, federato con la cosca De Stefano di Reggio Calabria. NeIl Fatto Quotidiano
rti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, l'omicidio di Orsi rappresenta un «salto di qualità della strategia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan ». Anche Legambiente lancia l'allarme: «Non era mai successo. In quindici anni che studiamo il fenomeno dell'ecomafia nessuno aveva osato tanto. La Rifiuti s.p.a è uno degli anelli centrali degli
tegia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i
clan». Anche Legambiente lancia l'allarme: «Non era mai successo. In quindici anCorriere della Sera
una «campagna stampa» di un quotidiano casertano, che pubblicò «ampi stralci degli interrogatori» dell'imprenditore nell'ambito dell'inchiesta in cui era stato coinvolto insieme con esponenti di clan camorristici. COLLABORATORE - La vicenda riguardava lo scandalo del Consorzio Eco 4, attivo nello smaltimento dei rifiuti in diversi comuni del basso casertano. Arrestato lo scorso anno insieme c
l'ambito dell'inchiesta in cui era stato coinvolto insieme con esponenti di
clan camorristici. COLLABORATORE - La vicenda riguardava lo scandalo del ConsorzCorriere della Sera
: serve task force per tenere lontane le cosche. Ecomafie, un business da 20 miliardi. Discariche clandestine, abusi edilizi, furti di opere d'arte. Rapporto Legambinete-Libera: un affare per 258 clan MILANO - Venti miliardi e mezzo di euro di fatturato. E una montagna di rifiuti industriali «scomparsi» chissà dove, smaltiti in una miriade di discariche abusive, sparse in tutta Italia. Sono qu
lizi, furti di opere d'arte. Rapporto Legambinete-Libera: un affare per 258
clan MILANO - Venti miliardi e mezzo di euro di fatturato. E una montagna di rifCorriere della Sera
milioni di tonnellate gestite illegalmente dalla «Mafia Spa», di cui 9 di rifiuti pericolosi, formerebbero una montagna alta come l'Etna: 3.100 metri quadrati. NON SOLO RIFIUTI – Sono ben 258 i clan attivi nell'ecomafia. Secondo il rapporto «Ecomafia 2009», l'anno scorso 21 mila persone sono state denunciate per 25 mila reati. 221, invece, gli arresti. E' il business più importante dei reati
alta come l'Etna: 3.100 metri quadrati. NON SOLO RIFIUTI – Sono ben 258 i
clan attivi nell'ecomafia. Secondo il rapporto «Ecomafia 2009», l'anno scorso 21Corriere della Sera
regioni tradizionalmente ai vertici del fenomeno: Campania, Sicilia. ALLARME SULL'EXPO – Secondo Legambiente e Libera, anche l'esposizione universale che si terrà a Milano 2015 è nel mirino dei clan . «Quando si parla di appalti pubblici a rischio di infiltrazione criminale, l'Expo di Milano è il più vulnerbile» sottolinea il rapporto, che ricorda le discariche abusive scoperte dalla Procura
anche l'esposizione universale che si terrà a Milano 2015 è nel mirino dei
clan. «Quando si parla di appalti pubblici a rischio di infiltrazione criminale,Corriere della Sera
ealizzazione della discarica di Chiaiano e sulle infiltrazioni della malavita; poi, proprio ieri, i nuovi sequestri di beni riconducibili all’imprenditore faccendiere Cipriano Chianese, legato al clan dei Casalesi. Sequestri effettuati nel Veneto e che conducono ad attività in Turchia, Australia, Brasile, Francia e ad affari negli Usa. Torna alla mente la civile protesta, bollata come “crimina
eni riconducibili all’imprenditore faccendiere Cipriano Chianese, legato al
clan dei Casalesi. Sequestri effettuati nel Veneto e che conducono ad attività iIl Fatto Quotidiano

Notes:
1 Where to start a query
2Smart Searcht breaks the user's input into individual words and then matches those words in any position and in any order in the table (rather than simple doing a simple string compare)
3Regular Expressions can be used to initialize advanced searches. In the regular expression search you can enter regular expression with various wildcards such as:

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