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componente più importante essendo il meccanismo che fisicamente “raccoglie” l’energia del vento. E’ formato da un mozzo centrale su cui sono montate le pale. Gli aerogeneratori moderni adottano rotori tripala con tre pale montate a 120° l’una rispetto all’altra, in modo da ottimizzare il rapporto fra il costo (che evidentemente cresce al crescere del numero di pale) e la capacità di “cattura
centrale su cui sono montate le pale. Gli aerogeneratori moderni adottano
rotori tripala con tre pale montate a 120° l’una rispetto all’altra, in modo da Politecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Gestionale
lo di incidenza del vento sulla pala e di conseguenza effettuare una regolazione attiva della macchina. La variazione dell’angolo di pitch avviene con un meccanismo a bielle simile a quello dei rotori degli elicotteri: un attuatore idraulico posto sul rotore viene mosso in direzione assiale, un sistema di rinvii meccanici a bielle trasforma questo movimento in una rotazione di tutte la pale
ll’angolo di pitch avviene con un meccanismo a bielle simile a quello dei
rotori degli elicotteri: un attuatore idraulico posto sul rotore viene mosso in Politecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Gestionale
pianto), abbiano condizioni di velocità massima del vento significativamente diverse possono essere sfruttati in maniera più efficace (ossia con maggiore produzione di energia elettrica) usando rotori più grandi ove si raggiungo velocità maggiori del vento8 . Un altro importante parametro è l’intensità della turbolenza, che quantifica la variazione del vento a cui si assiste tipicamente nell
più efficace (ossia con maggiore produzione di energia elettrica) usando
rotori più grandi ove si raggiungo velocità maggiori del vento8 . Un altro imporPolitecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Gestionale
lmente tuttavia solo aerogeneratori di taglia inferiore ai 20 kW – è che è possibile sfruttare il vento da qualsiasi direzione esso provenga, senza la necessità di movimentare la navicella ed i rotori . Soprattutto in prossimità del suolo, dove la turbolenza del vento è particolarmente accentuata – fattore ulteriormente acuito se ci si trova in un contesto urbano e quindi pieno di “ostacoli”
ezione esso provenga, senza la necessità di movimentare la navicella ed i
rotori. Soprattutto in prossimità del suolo, dove la turbolenza del vento è partPolitecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Gestionale
incipali Paesi. Leader nel settore offshore, Siemens sta conseguendo importanti successi anche nel settore onshore, grazie alla sua ampia gamma di turbine eoliche da 2,3 a 6 MW e ampio range di rotori , oltre alla realizzazione di infrastrutture elettriche per i parchi eolici: ambito, quest’ultimo, in cui l’Azienda detiene importanti quote di mercato in Italia. Tra le caratteristiche distinti
ie alla sua ampia gamma di turbine eoliche da 2,3 a 6 MW e ampio range di
rotori, oltre alla realizzazione di infrastrutture elettriche per i parchi eolicPolitecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Gestionale
ssate su un elemento meccanico chiamato mozzo a formare l’elemento dell’aerogeneratore chiamato rotore. A seconda della posizione dell’asse attorno a cui ruota questo meccanismo, si distinguono rotori ad asse orizzontale e rotori ad asse verticale. I primi sono i più noti e diffusi, i secondi sono stati utilizzati fin dall’antichità, ma solo ultimamente sono oggetto di studi e ricerche per m
posizione dell’asse attorno a cui ruota questo meccanismo, si distinguono
rotori ad asse orizzontale e rotori ad asse verticale. I primi sono i più noti eEni S.p.A.
o chiamato mozzo a formare l’elemento dell’aerogeneratore chiamato rotore. A seconda della posizione dell’asse attorno a cui ruota questo meccanismo, si distinguono rotori ad asse orizzontale e rotori ad asse verticale. I primi sono i più noti e diffusi, i secondi sono stati utilizzati fin dall’antichità, ma solo ultimamente sono oggetto di studi e ricerche per migliorarne l' efficienza (i p
cui ruota questo meccanismo, si distinguono rotori ad asse orizzontale e
rotori ad asse verticale. I primi sono i più noti e diffusi, i secondi sono statEni S.p.A.
tto è 10/12 metri al secondo per qualche centinaia di chilowatt. Ad elevate velocità (20/25 metri al secondo) l'aerogeneratore viene spento per ragioni di sicurezza. I progressi nel disegno dei rotori eolici degli ultimi 10 anni permettono a questi di operare anche a velocità del vento inferiori, imbrigliando una quantità maggiore di energia e raccogliendola ad altezze maggiori, aumentando l
ratore viene spento per ragioni di sicurezza. I progressi nel disegno dei
rotori eolici degli ultimi 10 anni permettono a questi di operare anche a velociEni S.p.A.
del vento inferiori, imbrigliando una quantità maggiore di energia e raccogliendola ad altezze maggiori, aumentando la quantità di energia eolica sfruttabile. Sono stati messi a punto anche dei rotori con pale “mobili”: variando l’inclinazione delle pale al variare della velocità del vento è possibile mantenere costante la quantità di elettricità prodotta dall’aerogeneratore. Le wind farm on
uantità di energia eolica sfruttabile. Sono stati messi a punto anche dei
rotori con pale “mobili”: variando l’inclinazione delle pale al variare della veEni S.p.A.
sono 8.760 ore), ma la media nazionale è ben più bassa, di circa 1.700 ore l’anno. Per ovviare a questo problema, e aumentare il numero di ore di utilizzo, la ricerca sta cercando di sviluppare rotori in grado di produrre energia e di funzionare in sicurezza anche con velocità dei venti molto basse o molto alte, ma vi sono dei limiti oltre ai quali non è possibile alcun ulteriore miglioramen
ntare il numero di ore di utilizzo, la ricerca sta cercando di sviluppare
rotori in grado di produrre energia e di funzionare in sicurezza anche con velocEni S.p.A.
comfort interno al rifugio. Impianto eolico La possibilità dello sfruttamento dell’energia eolica, specialmente nelle zone montane, è divenuta tecnicamente assai apprezzabile per lo sviluppo di rotori ad asse verticale capaci di entrare in funzione anche per velocità del vento di poco superiori ai 2 m/sec. L’asta sostenente il rotore è stata collocata in aderenza alla parete nord-ovest del r
ne montane, è divenuta tecnicamente assai apprezzabile per lo sviluppo di
rotori ad asse verticale capaci di entrare in funzione anche per velocità del veAssociazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili (APER)
, il livello di pressione sonora generato dal rotore di una miniturbina potrebbe risultare generalmente superiore a quello prodotto dai grandi aerogeneratori, in quanto le velocità angolari dei rotori sono superiori. Inoltre, il rumore può risultare maggiormente percepibile a causa della distanza ridotta fra la turbina e l’utenza. Per quanto riguarda la proiezione delle ombre, è alta la prob
lo prodotto dai grandi aerogeneratori, in quanto le velocità angolari dei
rotori sono superiori. Inoltre, il rumore può risultare maggiormente percepibileRegione Autonoma della Sardegna
ine) che non interferiscono con l’uso del territorio e ne richiedono un’occupazione minimale. Le miniturbine eoliche presentano una grande varietà di soluzioni tecnologiche con architetture dei rotori , treni elettromeccanici e schemi di controllo di concezione molto diversa. Il numero di tipologie presenti sul mercato del minieolico è di gran lunga superiore a quella delle turbine di grande
sentano una grande varietà di soluzioni tecnologiche con architetture dei
rotori, treni elettromeccanici e schemi di controllo di concezione molto diversaQualenergia S.r.l
ezza), nel secondo caso si impiegano lastre piane o curve dove è la spinta creata dalla resistenza aerodinamica a prevalere. A seconda di questa scelta il campo funzionale e le architetture dei rotori che ne derivano è molto differente. Infatti, sempre con riferimento alla figura 2 nel primo caso si ottengono valori della velocità di traslazione (U) della pala maggiori rispetto alla velocità
ere. A seconda di questa scelta il campo funzionale e le architetture dei
rotori che ne derivano è molto differente. Infatti, sempre con riferimento alla Qualenergia S.r.l
erimento alla figura 2 nel primo caso si ottengono valori della velocità di traslazione (U) della pala maggiori rispetto alla velocità del vento V (macchine veloci) e si generano di conseguenza rotori con poche pale di ridotta dimensione trasversale, nel secondo casi di ottengono valori della velocità di traslazione della pala minori a quelli del vento (simile a quello che si ha nel moto di
alla velocità del vento V (macchine veloci) e si generano di conseguenza
rotori con poche pale di ridotta dimensione trasversale, nel secondo casi di ottQualenergia S.r.l
deve assolvere a tutte le funzioni di regolazione. In particolare la frenatura, per le masse relativamente ridotte che sono in gioco nelle turbine di piccole dimensioni (approssimativamente per rotori con meno di 10m di diametro) e le ridotte forze giroscopiche ed inerziali associate, può essere effettuata con meccanismi di movimentazione o delle singole pale (per ridurne la capacità portant
ono in gioco nelle turbine di piccole dimensioni (approssimativamente per
rotori con meno di 10m di diametro) e le ridotte forze giroscopiche ed inerzialiQualenergia S.r.l
La scarsa presenza di macchine ad asse verticale è dovuta a diversi fattori: il primo è dovuto alla relativa gioventù di questa architettura di macchina nella sua versione ‘moderna’, ovvero con rotori installati su torri o tralicci. Infatti va ricordato che le prime versioni di queste macchine sono state concepita per medie e grandi potenze, dove per masse e dimensioni in gioco, i rotori dev
questa architettura di macchina nella sua versione ‘moderna’, ovvero con
rotori installati su torri o tralicci. Infatti va ricordato che le prime versionQualenergia S.r.l
con rotori installati su torri o tralicci. Infatti va ricordato che le prime versioni di queste macchine sono state concepita per medie e grandi potenze, dove per masse e dimensioni in gioco, i rotori devono necessariamente essere posti a terra e vengono adottati tiranti di stabilizzazione. Il secondo aspetto discende dal primo, ovvero si sconta attualmente la scarsa esperienza progettuale c
epita per medie e grandi potenze, dove per masse e dimensioni in gioco, i
rotori devono necessariamente essere posti a terra e vengono adottati tiranti diQualenergia S.r.l
nico (se presente), elettrico e di sistemi di controllo non ottimizzato. Le due pale sono spesso adottate con il rotore sottovento, che, come descritto, nelle turbine di piccole dimensioni (con rotori fino a 13-15m di diametro), consente un allineamento passivo al vento. Venendo agli aspetti di carattere tecnologico è istruttiva l’analisi dei diagrammi di figura 27 che riporta come si ripart
sottovento, che, come descritto, nelle turbine di piccole dimensioni (con
rotori fino a 13-15m di diametro), consente un allineamento passivo al vento. VeQualenergia S.r.l
ametro (figura 29) si nota una distribuzione apparentemente omogenea, tuttavia la dispersione è molto ampia, anche nel campo delle piccolissime potenze. Ad esempio per potenze di 20 kW si hanno rotori con diametri che vanno da circa 8m a circa 13m. Per comprendere questa situazione si possono riorganizzare i dati derivandone il parametro della potenza specifica, ovvero il rapporto fra la pot
ampo delle piccolissime potenze. Ad esempio per potenze di 20 kW si hanno
rotori con diametri che vanno da circa 8m a circa 13m. Per comprendere questa siQualenergia S.r.l
potenza hanno coefficienti di potenza che in pochissimi casi eccedono 0,5, per cui è tecnicamente impossibile per macchine più piccole, stanti gli intriseci bassi rendimenti fluidodinamici dei rotori di ridotte dimensioni (con diametri indicativamente fino a circa 20m), arrivare a valori superiori a 0,30- 0,35 (valori di 0-25-0,30 sono comuni) considerando che poi ad esso va moltiplicato il
ine più piccole, stanti gli intriseci bassi rendimenti fluidodinamici dei
rotori di ridotte dimensioni (con diametri indicativamente fino a circa 20m), arQualenergia S.r.l
o a circa 20m), arrivare a valori superiori a 0,30- 0,35 (valori di 0-25-0,30 sono comuni) considerando che poi ad esso va moltiplicato il rendimento elettrico e meccanico. In termini relativi, rotori di piccole dimensioni molto ben progettati possono avere coefficienti di potenza maggiori di circa il 20%-30% di quelli progettati in modo più approssimativo e non ottimizzato. Un altro aspetto
va moltiplicato il rendimento elettrico e meccanico. In termini relativi,
rotori di piccole dimensioni molto ben progettati possono avere coefficienti di Qualenergia S.r.l
turità tecnologica e funzionale della turbina. La certificazione segue le prescrizioni delle norme IEC 61400 (per le turbine di piccola taglia in particolare la norma IEC 61400-2 - si applica a rotori ad asse orizzontale con area spazzata minore di 200 m2 , con una voltaggio generato al di sotto di 1000V AC o 1500 V DC. ). Essa è norma CEI CENELEC che, si ricorda, ha piena validità legale in
bine di piccola taglia in particolare la norma IEC 61400-2 - si applica a
rotori ad asse orizzontale con area spazzata minore di 200 m2 , con una voltaggiQualenergia S.r.l
vanti e al regime di tassazione. Tale risultato può essere perseguito adeguando il settore produttivo alla mentalità della produzione di larga scala e con progetti modulari dei componenti quali rotori modulari e generatori di serie. In questo ambito, la qualità ed il controllo della produzione dei singoli componenti è essenziale. Il prodotto eolico è tipicamente un prodotto che deve avere el
la produzione di larga scala e con progetti modulari dei componenti quali
rotori modulari e generatori di serie. In questo ambito, la qualità ed il controQualenergia S.r.l
e rettilinee, come il tipo Savonius A = ⋅ D⋅ h per aerogeneratori con asse verticale con profilo curvo come nel tipo Darrieus dove D è il diametro del rotore e h è la lunghezza delle pale per i rotori ad asse verticale. Il coefficiente di potenza CP è un coefficiente adimensionale che dipende dalle caratteristiche costruttive dell’aerogeneratore, è funzione dei due parametri λ ed α, ed è inf
rieus dove D è il diametro del rotore e h è la lunghezza delle pale per i
rotori ad asse verticale. Il coefficiente di potenza CP è un coefficiente adimenRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
re con la frequenza di risonanza di eventuali strutture limitrofe presenti. Esistono inoltre numerosi studi sul rumore realtà, il rumore a bassa frequenza è particolarmente presente nel caso di rotori che operano sottovento, per i quali il vento incontra prima la torre con la conseguente formazione di una scia turbolenta. Le moderne turbine operano con il rotore sopravento per cui il fenomen
ealtà, il rumore a bassa frequenza è particolarmente presente nel caso di
rotori che operano sottovento, per i quali il vento incontra prima la torre con Associazione Italiana di Acustica
co giornaliero di circa 500 famiglie. AEROGENERATORE 10 11 Il rotore Il rotore è costituito da un mozzo su cui sono fissate le pale . Le pale più utilizzate sono realizzate in fibra di vetro. I rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però più rumorosi e vibrano di più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizza
ate le pale . Le pale più utilizzate sono realizzate in fibra di vetro. I
rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però pEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
le sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però più rumorosi e vibrano di più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori c
i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche
rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni,Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
i più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macch
sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi
rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente iEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
e rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macchine, come le pompe. Sono stati messi a punto dei rotori con pale “mobili”. Variando l’inclinazione delle
ei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche
rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macchine, come le pompe. Sono stati messi a punto dei rotori con pale “mobili”. Variando l’inclinazione delle pale al variare della velocità del vento è possibile mantenere costante la quantità di elettricità prodotta dall’aerogeneratore. Il sistema fren
onamento diretto di macchine, come le pompe. Sono stati messi a punto dei
rotori con pale “mobili”. Variando l’inclinazione delle pale al variare della veEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
le pale libere di oscillare nella direzione avanti-dietro per un piccolo angolo, eliminando tutti gli sforzi asimmetrici sull'asse del rotore in modo ancor più efficace di quanto ottenibile con rotori rigidi a tre pale. Durante il funzionamento le pale, spinte dal vento, si dispongono inclinate indietro con un certo angolo; la velocità di rotazione del rotore genera una forza centrifuga che
sull'asse del rotore in modo ancor più efficace di quanto ottenibile con
rotori rigidi a tre pale. Durante il funzionamento le pale, spinte dal vento, siAria S.r.l.
ella tripala, ma non mancano esempi di macchine con un diverso numero di elementi rotanti (figura 12). La tipologia di turbina più diffusa è la tripala. Figura 12: Le più diffuse tipologie di rotori per "HAWT". L'imbardata è la rotazione della turbina (VAWT) intorno al proprio asse verticale. Il numero di questi elementi incide molto sul comportamento e sulle caratteristiche delle macchi
turbina più diffusa è la tripala. Figura 12: Le più diffuse tipologie di
rotori per "HAWT". L'imbardata è la rotazione della turbina (VAWT) intorno al pProtos S.p.A.
pale (di norma 2 o 3 pale). Le pale sono realizzate materiali compositi rinforzati con fibra di vetro o materiali compositi di tipo innovativo ed hanno un profilo simile ad una ala di aereo. I rotori possono avere una sola pala con contrappeso, due pale, 3 pale o più. Le pale di alcuni rotori possono essere mobili. Variando la loro inclinazione al variare della velocità del vento è possibil
siti di tipo innovativo ed hanno un profilo simile ad una ala di aereo. I
rotori possono avere una sola pala con contrappeso, due pale, 3 pale o più. Le pRenvico Italy S.r.l.
di vetro o materiali compositi di tipo innovativo ed hanno un profilo simile ad una ala di aereo. I rotori possono avere una sola pala con contrappeso, due pale, 3 pale o più. Le pale di alcuni rotori possono essere mobili. Variando la loro inclinazione al variare della velocità del vento è possibile mantenere costante la quantità di elettricità prodotta all’aerogeneratore. Sistema di contro
una sola pala con contrappeso, due pale, 3 pale o più. Le pale di alcuni
rotori possono essere mobili. Variando la loro inclinazione al variare della velRenvico Italy S.r.l.
enne) non interferiscono col volume sferico che racchiude l'intero aerogeneratore. Pertanto, qualora gli aerogeneratori si trovassero proprio sulla traiettoria di qualche segnale, l'adozione di rotori in materiali compositi non metallici farà sì che non si abbiano effetti di disturbo sui segnali radiotelevisivi. Anche nella fase di cantiere l'impatto sarà pressoché nullo non essendo prevista
si trovassero proprio sulla traiettoria di qualche segnale, l'adozione di
rotori in materiali compositi non metallici farà sì che non si abbiano effetti dEurinvest Energia Uno S.r.l.
esse di essere tranquillamente trasparenti alle onde radio e di non rifletterle; qualora un aerogeneratore si dovesse trovare proprio sulla traiettoria di qualche segnale, si andrà ad adottare rotori in materiali compositi non metallici, in modo tale da eliminare effetti di disturbo sui segnali radiotelevisivi CONSUMO DI RISORSE E PRODUZIONE DI RIFIUTI In fase di realizzazione dell'impianto
rovare proprio sulla traiettoria di qualche segnale, si andrà ad adottare
rotori in materiali compositi non metallici, in modo tale da eliminare effetti dEurinvest Energia Uno S.r.l.
e della taglia, per le maggiori spinte e necessità di controllo delle masse in moto, è più comune l’adozione del calettamento ad angolo di passo variabile. Si osserva poi la netta prevalenza di rotori sopravento con imbardata attiva. La ripartizione delle tecnologie illustrata dipende anche dall’ingresso recente sul mercato di turbine rigenerate, che ovviamente presentano soluzioni tecniche
mento ad angolo di passo variabile. Si osserva poi la netta prevalenza di
rotori sopravento con imbardata attiva. La ripartizione delle tecnologie illustrQualenergia S.r.l.
le prestazioni e sulla manutenzione 3.1 Effetto del diametro sulle prestazioni È provato che, per velocità media annue del vento fino a circa 6 m/s, a parità di potenza massima, le turbine con rotori di maggiori dimensioni producono una maggiore quantità di energia elettrica annua. Una rassegna delle prestazioni delle principali turbine in commercio nella gamma dei 50-60 kW è riportata in f
del vento fino a circa 6 m/s, a parità di potenza massima, le turbine con
rotori di maggiori dimensioni producono una maggiore quantità di energia elettriQualenergia S.r.l.
. Nella quasi totalità dei casi le turbine da 150, 200, 300 o anche 600 kW utilizzate per il depotenziamento prevedono necessariamente (come discusso in precedenza) a causa delle dimensioni dei rotori , il controllo del passo e la velocità di rotazione variabile. Gli interventi sostanziali di rifacimento sono quelli dell’aggiornamento tecnologico, ovvero dell’impiego di sensoristica, componen
ecessariamente (come discusso in precedenza) a causa delle dimensioni dei
rotori, il controllo del passo e la velocità di rotazione variabile. Gli interveQualenergia S.r.l.
mantiene il suo impegno nel minieolico con macchine dalle prestazioni elevate a partire da regimi di bassa ventosità. Grazie alle sue caratteristiche aerodinamiche e ai due diversi modelli con rotori da 24 o da 26 m, Victory è in grado di adattarsi alle più diverse condizioni di ventosità per ottenere la più elevata produzione di energia, ineguagliata da tutte le altre turbine della stessa
razie alle sue caratteristiche aerodinamiche e ai due diversi modelli con
rotori da 24 o da 26 m, Victory è in grado di adattarsi alle più diverse condiziQualenergia S.r.l.
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e quindi anche dall’eolico. Durante l’ultimo decennio del 20° secolo sono stati costruiti e testati diversi modelli di turbine eoliche: con rotori ad asse verticale e orizzontale, con numero variabile di pale, con il rotore posizionato sopravento o sottovento alla torre, ecc. La turbina ad asse orizzontale con rotore a tre pale sopravento
lo sono stati costruiti e testati diversi modelli di turbine eoliche: con
rotori ad asse verticale e orizzontale, con numero variabile di pale, con il rotAgenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
he decine di W a qualche kW per impieghi isolati o connessi alla rete ma per alimentazione di utenze domestiche. Come aerogeneratori di grossa taglia, esistono invece già turbine da 5-6 MW, con rotori di diametro fra 120 e 130m, tipicamente impiegati negli impianti off-shore (impianti eolici installati in mare aperto). La potenza massima della singola turbina attualmente in commercio è di 8
rogeneratori di grossa taglia, esistono invece già turbine da 5-6 MW, con
rotori di diametro fra 120 e 130m, tipicamente impiegati negli impianti off-shorAgenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
genere da plinti di cemento armato collocati ad una certa profondità. • Rotore è costituito da un mozzo su cui sono fissate le pale. Le pale più utilizzate sono realizzate in fibra di vetro. I rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però più rumorosi e vibrano di più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizza
sate le pale. Le pale più utilizzate sono realizzate in fibra di vetro. I
rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però pAgenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
le sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però più rumorosi e vibrano di più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori c
i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche
rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni,Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
i più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono stati realizzati anche rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macch
sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi
rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente iAgenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
e rotori con una sola pala, equilibrata da un contrappeso. A parità di condizioni, questi rotori sono ancor più veloci dei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macchine, come le pompe per il sollevamento dell’acqua. Sono stati messi a punto anche dei rotori con pale “m
ei bipala, ma hanno rese energetiche leggermente inferiori. Ci sono anche
rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
sono anche rotori con numerose pale, di solito 24, che vengono impiegati per l’azionamento diretto di macchine, come le pompe per il sollevamento dell’acqua. Sono stati messi a punto anche dei rotori con pale “mobili”: variando l’inclinazione delle pale al variare della velocità del vento è possibile mantenere costante la quantità di elettricità prodotta dall’aerogeneratore. • Navicella è u
pompe per il sollevamento dell’acqua. Sono stati messi a punto anche dei
rotori con pale “mobili”: variando l’inclinazione delle pale al variare della veAgenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente (ARPA) Puglia
ità immobiliari destinate a centrali eoliche, la circolare n. 2/E del 1° febbraio 2016 ha precisato che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, “…non sono più oggetto di stima […] gli aerogeneratori ( rotori e navicelle), gli inverter…” (cfr. paragrafo 2.1). Successivamente, in seguito a richieste di chiarimento in merito a profili di natura essenzialmente operativa pervenute da parte delle Struttu
1° gennaio 2016, “…non sono più oggetto di stima […] gli aerogeneratori (
rotori e navicelle), gli inverter…” (cfr. paragrafo 2.1). Successivamente, in seAgenzia delle Entrate
catastale, con nota prot. n. 60244 del 27 aprile 2016, la Direzione Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare ha evidenziato che le torri su cui sono installati gli aerogeneratori ( rotori e navicelle), unitamente alle relative opere di fondazione, rappresentano opere annoverabili nel genere delle “costruzioni” e, come tali, quindi, da includere nella stima diretta delle centrali
re ha evidenziato che le torri su cui sono installati gli aerogeneratori (
rotori e navicelle), unitamente alle relative opere di fondazione, rappresentanoAgenzia delle Entrate
n. 208 del 2015, così come precisati con i documenti di prassi già menzionati, prevedono, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l’esclusione dalla stima catastale di componenti come le navicelle, i rotori e gli inverter, nei successivi paragrafi si riportano i risultati prodotti dalle ricerche condotte da istituti ed associazioni di settore, nazionali ed europei, su centrali eoliche costituite,
16, l’esclusione dalla stima catastale di componenti come le navicelle, i
rotori e gli inverter, nei successivi paragrafi si riportano i risultati prodottAgenzia delle Entrate
imento di progetto che ridurrà l’emissione di rumore è: - l’utilizzo di aerogeneratori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala), cui corrispondono minori velocità di rotazione; - rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione bassa. Inoltre, un opportuno distanziamento delle torri da caseggiati rurali abitati, costituisce una scelta di progetto pe
73,6 m ciascuna pala), cui corrispondono minori velocità di rotazione; -
rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione basRenvico Italy S.r.l.
i rumore è: - l’utilizzo di aerogeneratori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala), cui corrispondono minori velocità di rotazione; - rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione bassa. Inoltre, un opportuno distanziamento delle torri da caseggiati rurali abitati, costituisce una scelta di progetto per ridurre gli effetti dell’emissione del rum
nori velocità di rotazione; - rotori con particolare estremità di pala; -
rotori con velocità di rotazione bassa. Inoltre, un opportuno distanziamento delRenvico Italy S.r.l.
nore aumentano di una potenza di 5 con l’aumento della velocità del rotore, rispetto all’aria circostante, un altro accorgimento di progetto che ridurrà l’emissione di rumore è: - l’utilizzo di rotori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala); - rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione bassa . Un opportuno distanziamento delle torri da casegg
rgimento di progetto che ridurrà l’emissione di rumore è: - l’utilizzo di
rotori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala); - rotori con parRenvico Italy S.r.l.
l rotore, rispetto all’aria circostante, un altro accorgimento di progetto che ridurrà l’emissione di rumore è: - l’utilizzo di rotori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala); - rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione bassa . Un opportuno distanziamento delle torri da caseggiati rurali abitati (superiore ai 300 m), costituisce una scelta d
izzo di rotori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala); -
rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione basRenvico Italy S.r.l.
altro accorgimento di progetto che ridurrà l’emissione di rumore è: - l’utilizzo di rotori con pale lunghe (150 m il rotore, 73,6 m ciascuna pala); - rotori con particolare estremità di pala; - rotori con velocità di rotazione bassa . Un opportuno distanziamento delle torri da caseggiati rurali abitati (superiore ai 300 m), costituisce una scelta di progetto per ridurre gli effetti dell’emis
ore, 73,6 m ciascuna pala); - rotori con particolare estremità di pala; -
rotori con velocità di rotazione bassa . Un opportuno distanziamento delle torriRenvico Italy S.r.l.
ogna bianca (Ciconia ciconia), Tordo bottaccio (Turdus philomelos), Luì grosso (Phylloscopus trochilus) e Sterna codalunga (Sterna paradisea). Fig. 5.5 – Rotte migratorie La posizione del campo rotori non è interessata da rotte migratorie di avifauna, sensibile alle alterazioni fluidodinamiche generate dagli aerogeneratori, nonché soggette a rischio per la possibile collisione con le pale. P
ga (Sterna paradisea). Fig. 5.5 – Rotte migratorie La posizione del campo
rotori non è interessata da rotte migratorie di avifauna, sensibile alle alterazRenvico Italy S.r.l.
ri. - della posizione dei possibili recettori. Le simulazioni effettuate sono state condotte in condizioni conservative, assumendo: - il cielo completamente sgombro da nubi, foschia, ecc..; - i rotori in rotazione continua; - l’orientamento dei rotorisempre tale da essere frontale ad i recettori; - il terreno piatto, privo di ostacoli; - il sole ad un’altezza minima pari a 20° sopra l’orizzo
assumendo: - il cielo completamente sgombro da nubi, foschia, ecc..; - i
rotori in rotazione continua; - l’orientamento dei rotorisempre tale da essere fRenvico Italy S.r.l.
namento dell’impianto, il più grande rischio è dovuto alla caduta di oggetti dall’alto. Queste cadute possono essere dovute alla rottura accidentale di pezzi meccanici in rotazione. Le pale dei rotori di progetto sono realizzate in fibra di vetro rinforzato con materiali plastici quali il poliestere o le fibre epossidiche. L’utilizzo di questi materiali limita sino a quasi ad annullare la pr
ute alla rottura accidentale di pezzi meccanici in rotazione. Le pale dei
rotori di progetto sono realizzate in fibra di vetro rinforzato con materiali plRenvico Italy S.r.l.
d'impatto stimate nello SIA e relativa relazione allegata, anche in considerazione delle condizioni di esercizio maggiormente gravose (il cielo completamente sgombro da nubi, foschia, ecc..; i rotori in rotazione continua in tutte le ore dell’anno; l’orientamento dei rotori sempre tale da essere frontale ad i recettori; il sole ad un’altezza minima pari a 15°‐20° sopra l’orizzonte; al di so
rmente gravose (il cielo completamente sgombro da nubi, foschia, ecc..; i
rotori in rotazione continua in tutte le ore dell’anno; l’orientamento dei rotorRenvico Italy S.r.l.
erazione delle condizioni di esercizio maggiormente gravose (il cielo completamente sgombro da nubi, foschia, ecc..; i rotori in rotazione continua in tutte le ore dell’anno; l’orientamento dei rotori sempre tale da essere frontale ad i recettori; il sole ad un’altezza minima pari a 15°‐20° sopra l’orizzonte; al di sotto di tale soglia di altezza solare, infatti, la radiazione solare risulta
otori in rotazione continua in tutte le ore dell’anno; l’orientamento dei
rotori sempre tale da essere frontale ad i recettori; il sole ad un’altezza miniRenvico Italy S.r.l.
no anche a eliminare il moltiplicatore di giri. Accanto a questo mercato principale, è da ricordare anche quello dei sistemi mini-eolici (unità fino a 50, 100 o 200 kW a seconda dei Paesi), con rotori ad asse sia orizzontale che verticale e soluzioni tecniche diverse, ma tutte mirate a ottenere maggiore semplicità. Il regime del vento in un possibile sito eolico deve essere accertato con mis
temi mini-eolici (unità fino a 50, 100 o 200 kW a seconda dei Paesi), con
rotori ad asse sia orizzontale che verticale e soluzioni tecniche diverse, ma tuRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
to avanzato. Verso la metà del diciannovesimo secolo, negli Stati Uniti d’America e in altri territori in via di colonizzazione cominciarono a diffondersi nuove aeropompe tutte in acciaio e con rotori dotati di una ventina di pale, pure metalliche. All’inizio del ventesimo secolo apparvero, soprattutto in Danimarca, i primi generatori eolici, oggi denominati dai tecnici come “aerogeneratori”
zazione cominciarono a diffondersi nuove aeropompe tutte in acciaio e con
rotori dotati di una ventina di pale, pure metalliche. All’inizio del ventesimo Ricerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
poi, a metà degli anni Ottanta, in California, dove gli impianti eolici furono promossi da incentivi federali e statali. Le macchine installate a quell’epoca avevano potenze da 50 kW a 200 kW e rotori da 13 m fino a 25 m di diametro (Figura 1. 1). La progressiva introduzione d’incentivi in vari altri Paesi soprattutto europei (come Germania, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svezia, Grecia
Le macchine installate a quell’epoca avevano potenze da 50 kW a 200 kW e
rotori da 13 m fino a 25 m di diametro (Figura 1. 1). La progressiva introduzionRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
e Vestas di cui utilizza la tecnologia. Tra le ditte italiane, solo il gruppo Leitner di Vipiteno, attraverso la consociata Leitwind, ha sviluppato in proprio vari modelli da 1,5 MW a 3 MW, con rotori da 70 m a 104 m di diametro, aventi caratteristiche di ultima generazione. Ci sono poi varie aziende italiane (Salmini, BlueMiniPower, Jonica Impianti, Deltatronic, En-Eco, Tozzi, Terom, Ropate
ata Leitwind, ha sviluppato in proprio vari modelli da 1,5 MW a 3 MW, con
rotori da 70 m a 104 m di diametro, aventi caratteristiche di ultima generazioneRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
n uscita dal generatore ed appropriate all’impiego. Gli aerogeneratori medi e grandi installati nelle centrali eoliche (Figura 2.2) hanno tutti un rotore ad asse orizzontale del tipo a elica. I rotori ad asse verticale (del tipo Darrieus, Savonius, eccetera) di taglia media e grande hanno manifestato in passato problematiche vibratorie e strutturali, e ciò spiega perché l’asse verticale è og
Figura 2.2) hanno tutti un rotore ad asse orizzontale del tipo a elica. I
rotori ad asse verticale (del tipo Darrieus, Savonius, eccetera) di taglia mediaRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
caricare il generatore elettrico. Tale regolazione può essere ottenuta in due modi: - mediante un’opportuna variazione del passo delle pale, con il conseguente peggioramento del Cp, nel caso di rotori con pale a passo variabile; - disegnando il rotore in modo che raggiunga lo stallo aerodinamico, che comporta una brusca caduta del Cp , nel caso di rotori con pale a passo fisso. Le prestazion
el passo delle pale, con il conseguente peggioramento del Cp, nel caso di
rotori con pale a passo variabile; - disegnando il rotore in modo che raggiunga Ricerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
nte peggioramento del Cp, nel caso di rotori con pale a passo variabile; - disegnando il rotore in modo che raggiunga lo stallo aerodinamico, che comporta una brusca caduta del Cp , nel caso di rotori con pale a passo fisso. Le prestazioni di un aerogeneratore sono rappresentate dalla cosiddetta “curva di potenza”, che riporta la potenza elettrica resa (kW) in funzione della velocità (m/s) d
stallo aerodinamico, che comporta una brusca caduta del Cp , nel caso di
rotori con pale a passo fisso. Le prestazioni di un aerogeneratore sono rappreseRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
ema di condizionamento dell’energia prodotta (inverter), che dissipa l’energia elettrica prodotta dall’aerogeneratore quando questa diventa superiore a quella massima consentita. I diametri dei rotori dei mini-aerogeneratori ad asse orizzontale crescono ovviamente all’aumentare della loro potenza, ma con dispersioni notevoli in funzione delle scelte adottate dai costruttori, passando da 2-4
ando questa diventa superiore a quella massima consentita. I diametri dei
rotori dei mini-aerogeneratori ad asse orizzontale crescono ovviamente all’aumenRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
I mini-aerogeneratori a resistenza sono, ad esempio, le turbine Savonius. I mini-aerogeneratori a portanza, del tipo Darrieus, hanno invece pale sagomate a profilo aerodinamico, come quelle dei rotori a elica ad asse orizzontale. I mini-aerogeneratori ad asse verticale presentano una minore efficienza aerodinamica (cioè un più basso coefficiente di potenza) rispetto a quelli ad asse orizzont
rieus, hanno invece pale sagomate a profilo aerodinamico, come quelle dei
rotori a elica ad asse orizzontale. I mini-aerogeneratori ad asse verticale presRicerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.
una maggiore uniformità del materiale e quindi pesi e sollecitazioni ammissibili più stabili. Questo ha consentito di progettare pale più sottili di maggiore efficienza e di ridurre il peso dei rotori in maniera sostanziale. Gli ultimi sviluppi dei materiali vedono l’affermarsi delle fibre di carbonio per realizzare componenti che prima erano realizzati in fibra di vetro. Il nuovo materiale
ogettare pale più sottili di maggiore efficienza e di ridurre il peso dei
rotori in maniera sostanziale. Gli ultimi sviluppi dei materiali vedono l’affermEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
e fra il rotore aerodinamico ed il generatore stesso. L’installazione di mini turbine eoliche non modifica la destinazione d’uso del terreno. Il palo di sostegno, le fondazioni, il diametro dei rotori , le dimensioni contenute permettono l’inserimento in tutte le aree del nostro territorio nazionale. Macchina eolica ad asse verticale Macchina eolica da 750W Sviluppi tecnologici Eolico off sho
ne d’uso del terreno. Il palo di sostegno, le fondazioni, il diametro dei
rotori, le dimensioni contenute permettono l’inserimento in tutte le aree del noEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
W Sviluppi tecnologici Eolico off shore Le prospettive di sviluppo della tecnologia eolica off shore sono di grande interesse. Lo sviluppo di turbine di dimensione e di potenza sempre maggiori ( rotori con diametro superiore ai 100 metri e potenze superiori ai 4 MW) determina un sempre più rilevante impatto visivo, che può essere mitigato installando gli impianti a una certa distanza dalla co
resse. Lo sviluppo di turbine di dimensione e di potenza sempre maggiori (
rotori con diametro superiore ai 100 metri e potenze superiori ai 4 MW) determinEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
ed i 50 dB) rispetto al rumore di fondo generato dai fruscii del vento che agisce sull’ambiente circostante. Disturbi elettromagnetici I disturbi elettromagnetici dovuti alla presenza di grandi rotori sono limitati alla zona appena circostante il parco eolico e riguardano prevalentemente interferenze delle onde radio. Esse hanno carattere locale e sono dovute alla presenza, all’interno della
ettromagnetici I disturbi elettromagnetici dovuti alla presenza di grandi
rotori sono limitati alla zona appena circostante il parco eolico e riguardano pEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
osito, nel tipo più diffuso in vetroresina poliestere rinforzata (GRP – Glass Reinforced Polyester). Turbine ad asse orizzontale (HAWT) Si sono sviluppate più di recente e presentano forme di rotori estremamente diversificate. La configurazione VAWT presenta il vantaggio che il generatore elettrico è posto nella base e quindi il suo peso non deve essere sostenuto dalla torre. Le pale sono
izzontale (HAWT) Si sono sviluppate più di recente e presentano forme di
rotori estremamente diversificate. La configurazione VAWT presenta il vantaggio Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia (FIRE)
scelto il sito da proporre, nello studio di inserimento ambientale. 1.4 Impatto visivo e paesaggistico L’alterazione visiva di un impianto eolico è dovuta agli aerogeneratori (pali, navicelle, rotori , eliche), alle cabine di trasformazione, alle strade appositamente realizzate e all’elettrodotto di connessione con la RTN. Nella scelta del tipo di struttura (a palo, da preferire, o a tralicc
siva di un impianto eolico è dovuta agli aerogeneratori (pali, navicelle,
rotori, eliche), alle cabine di trasformazione, alle strade appositamente realizRegione Puglia - Assessorato all’Ambiente
mperate, dove si trova la maggior parte delle nazioni industrialmente sviluppate. Durante l’ultimo decennio del 20° secolo sono stati costruiti e testati diversi modelli di turbine eoliche: con rotori ad asse verticale e orizzontale, con numero variabile di pale, con il rotore posizionato sopravento o sottovento alla torre, ecc. La turbina ad asse orizzontale con rotore a tre pale sopravento
lo sono stati costruiti e testati diversi modelli di turbine eoliche: con
rotori ad asse verticale e orizzontale, con numero variabile di pale, con il rotABB SACE
igura 1.14 - Turbine a singola pala munite di contrappeso Figura 1.15 - Turbina multipala Poiché la velocità di rotazione diminuisce al crescere del numero di pale (mentre la coppia aumenta), i rotori a due pale devono ruotare più velocemente rispetto a quelli a tre pale (numero di giri caratteristico 40 giri/min rispetto ai 30 giri/min dei tripala) con la conseguenza che il rumore aerodinam
e diminuisce al crescere del numero di pale (mentre la coppia aumenta), i
rotori a due pale devono ruotare più velocemente rispetto a quelli a tre pale (nABB SACE
eno massicce con una conseguente riduzione dei costi. Inoltre l’impatto visivo ed il rumore sono meno determinanti nelle installazioni off-shore, che, uniti a costi minori, rendono appetibili i rotori bi-pala per tali applicazioni. Nella tabella 1.1 vengono messe a confronto le principali caratteristiche di una turbina a due o tre pale. 2 PALE 3 PALE Minor costo del rotore (peso minore) Magg
installazioni off-shore, che, uniti a costi minori, rendono appetibili i
rotori bi-pala per tali applicazioni. Nella tabella 1.1 vengono messe a confrontABB SACE
he decine di W a qualche kW per impieghi isolati o connessi alla rete ma per alimentazione di utenze domestiche. Come aerogeneratori di grossa taglia, esistono invece già turbine da 5-6 MW, con rotori di diametro fra 120 e 130m, tipicamente impiegati negli impianti off-shore. La potenza massima della singola turbina attualmente in commercio è di 8 MW, ma sono in progetto turbine da 10 MW con
rogeneratori di grossa taglia, esistono invece già turbine da 5-6 MW, con
rotori di diametro fra 120 e 130m, tipicamente impiegati negli impianti off-shorABB SACE
ono in posizione fissa rispetto all’albero principale. L’angolo di Pitch delle pale può comunque essere variato, ma non è consentito alcun altro movimento. È di fatto il tipo più utilizzato nei rotori a tre o più pale. Il mozzo rigido deve possedere una robustezza tale da sopportare i carichi dinamici trasmessi dalle pale e dovuti alle operazioni d’imbardata. Il mozzo oscillante è utilizzato
è consentito alcun altro movimento. È di fatto il tipo più utilizzato nei
rotori a tre o più pale. Il mozzo rigido deve possedere una robustezza tale da sABB SACE
erazioni d’imbardata. Il mozzo oscillante è utilizzato in quasi tutte le turbine a due pale ed è invece progettato per ridurre i carichi aerodinamici sbilanciati trasmessi all’albero tipici dei rotori bipala, consentendo al rotore di oscillare di alcuni gradi rispetto alla direzione perpendicolare all’asse di rotazione dell’albero principale. Il mozzo oscillante è stato principalmente abbina
idurre i carichi aerodinamici sbilanciati trasmessi all’albero tipici dei
rotori bipala, consentendo al rotore di oscillare di alcuni gradi rispetto alla ABB SACE
ine ad asse orizzontale e pale dal profilo aerodinamico alare in materiale composito, in numero non superiore a tre per la massima efficienza nella produzione di potenza elettrica. La scelta di rotori di grandi dimensioni e l’elevazione dell’altezza del mozzo per sfruttare. L’effetto intensificante della quota sul vento, ha come conseguenza l’incremento della produzione energetica e la riduz
la massima efficienza nella produzione di potenza elettrica. La scelta di
rotori di grandi dimensioni e l’elevazione dell’altezza del mozzo per sfruttare.Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM)
ti ed alla loro disposizione, alla orografia, alla densità abitativa ed alle condizioni . atmosferiche. L'alterazione visiva di un impianto eolico è dovuta agli aerogeneratori (pali, navicelle, rotori , eliche), alle cabine di trasformazione, alle strade appositamente realizzate e all'elettrodotto di connessione con la Rtn, sia esso aereo che interrato, metodologia quest'ultima che comporta p
siva di un impianto eolico è dovuta agli aerogeneratori (pali, navicelle,
rotori, eliche), alle cabine di trasformazione, alle strade appositamente realizMinistero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM)
nstallabili su questi siti è dato da: N = S/(49D2) (5) in caso di assenza di vento prevalente, ovvero da: N = S/(14D2) (6) in presenza di vento in direzione prevalente, dove D è il diametro dei rotori degli aerogeneratori supposti tutti uguali. La potenza elettrica installata totale, PT, risulta: PT = P N (kW) (7) dove P è la potenza nominale, (kW), cioè alla velocità nominale del vento, de
6) in presenza di vento in direzione prevalente, dove D è il diametro dei
rotori degli aerogeneratori supposti tutti uguali. La potenza elettrica installEnte per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
golazione di potenza viene effettuata, principalmente, secondo due modalità opzionali che comportano soluzioni costruttive diverse: a) la regolazione tramite "stallo", che consente l'impiego di rotori con pale fisse, è la soluzione tecnicamente più semplice. In questo caso quando il vento cresce di intensità (ed il rotore accelera) aumenta anche l'angolo del vento risultante sulle pale, dete
ve diverse: a) la regolazione tramite "stallo", che consente l'impiego di
rotori con pale fisse, è la soluzione tecnicamente più semplice. In questo caso Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA)
ficata sismica e i calcoli strutturali devono seguire le disposizioni dettate dalle NTC ciò incide nel calcolo delle strutture portanti insieme ai pesi propri, all’azione del vento, al moto dei rotori . Le fondazioni generalmente saranno formate da una platea di cemento armato normale, ancorata a pali di fondazione. Questa fondazione dovrà essere in grado di trattenere il vento forte in modo
utture portanti insieme ai pesi propri, all’azione del vento, al moto dei
rotori. Le fondazioni generalmente saranno formate da una platea di cemento armaEnergogreen Renewables S.r.l.
o in posizione fissa rispetto all’albero principale. L’angolo di Pitch delle pale può comunque essere variato, ma non è consentito alcun altro movimento. È, di fatto, il tipo più utilizzato nei rotori a tre o più pale. Il mozzo rigido deve possedere una robustezza tale da sopportare i carichi dinamici trasmessi dalle pale e dovuti alle operazioni d’imbardata. Il mozzo oscillante è utilizzato
consentito alcun altro movimento. È, di fatto, il tipo più utilizzato nei
rotori a tre o più pale. Il mozzo rigido deve possedere una robustezza tale da sEnergogreen Renewables S.r.l.
erazioni d’imbardata. Il mozzo oscillante è utilizzato in quasi tutte le turbine a due pale ed è invece progettato per ridurre i carichi aerodinamici sbilanciati trasmessi all’albero tipici dei rotori bipala, consentendo al rotore di oscillare di alcuni gradi rispetto alla direzione perpendicolare all’asse di rotazione dell’albero principale. Il mozzo oscillante è stato principalmente abbina
idurre i carichi aerodinamici sbilanciati trasmessi all’albero tipici dei
rotori bipala, consentendo al rotore di oscillare di alcuni gradi rispetto alla Energogreen Renewables S.r.l.
azie al buon senso al sito, i lavori per l’installazione delle turbine eoliche, prelievo di carotaggi e analisi del terreno, messa in opera delle fondazioni adeguate, erezione delle torri e dei rotori , prevedono un’effettuazione in tempi brevi. Una volta terminata la realizzazione dell’impianto, il suolo con la vegetazione è riposto nella posizione originaria, in modo da coprire completament
eno, messa in opera delle fondazioni adeguate, erezione delle torri e dei
rotori, prevedono un’effettuazione in tempi brevi. Una volta terminata la realizEnergogreen Renewables S.r.l.
iginaria, in modo da coprire completamente le fondazioni delle turbine eoliche, prelievo di carotaggi e analisi del terreno, messa in opera delle fondazioni adeguate, erezione delle torri e dei rotori , prevedono un’effettuazione in tempi brevi. Una volta terminata la realizzazione dell’impianto, il suolo con la vegetazione è riposto nella posizione originaria, in modo da coprire completament
eno, messa in opera delle fondazioni adeguate, erezione delle torri e dei
rotori, prevedono un’effettuazione in tempi brevi. Una volta terminata la realizEnergogreen Renewables S.r.l.
Figura 23 illustra in particolare il prototipo realizzato e sperimentato in Australia alcuni anni fa. Il dispositivo ha l’aspetto di un elicottero privo di cabina di pilotaggio e dotato di due rotori che girano in senso inverso l’uno rispetto all’altro. Perpendicolarmente al longherone principale alle cui estremità sono montati i rotori, è fissato un altro elemento trasversale, che reca all
l’aspetto di un elicottero privo di cabina di pilotaggio e dotato di due
rotori che girano in senso inverso l’uno rispetto all’altro. Perpendicolarmente CESI Ricerca S.p.A.
icottero privo di cabina di pilotaggio e dotato di due rotori che girano in senso inverso l’uno rispetto all’altro. Perpendicolarmente al longherone principale alle cui estremità sono montati i rotori , è fissato un altro elemento trasversale, che reca alle sue estremità delle superfici aerodinamiche. Il dispositivo rimane vincolato al suolo mediante un cavo d’ormeggio, che serve anche da col
endicolarmente al longherone principale alle cui estremità sono montati i
rotori, è fissato un altro elemento trasversale, che reca alle sue estremità delCESI Ricerca S.p.A.
di generazione sotto l’azione del vento. Il FEG inizia a funzionare sollevandosi da terra come un normale elicottero, grazie all’energia fornita dal cavo ai motori elettrici che azionano i due rotori . Raggiunta la quota stabilita, il FEG viene poi governato in modo da farlo inclinare come illustrato nella Figura 23. In questa posizione, il flusso d’aria del vento agisce da sotto, esercitand
razie all’energia fornita dal cavo ai motori elettrici che azionano i due
rotori. Raggiunta la quota stabilita, il FEG viene poi governato in modo da farlCESI Ricerca S.p.A.
iunta la quota stabilita, il FEG viene poi governato in modo da farlo inclinare come illustrato nella Figura 23. In questa posizione, il flusso d’aria del vento agisce da sotto, esercitando sui rotori una coppia motrice che fa funzionare le macchine elettriche come generatori e, contemporaneamente, una spinta assiale che riesce a mantenere in quota il dispositivo. Le superfici aerodinamiche
ta posizione, il flusso d’aria del vento agisce da sotto, esercitando sui
rotori una coppia motrice che fa funzionare le macchine elettriche come generatoCESI Ricerca S.p.A.
asversale contribuiscono a mantenere il FEG orientato correttamente nella direzione del vento. Il prototipo sperimentato in Australia (un momento delle prove è illustrato nella Figura 24) aveva rotori da 4,5 m di diametro (non è stata indicata la potenza elettrica installata) e volava a quote relativamente basse. La Sky WindPower Corporation ha ora in programma [17] di realizzare e provare u
in Australia (un momento delle prove è illustrato nella Figura 24) aveva
rotori da 4,5 m di diametro (non è stata indicata la potenza elettrica installatCESI Ricerca S.p.A.
potenza elettrica installata) e volava a quote relativamente basse. La Sky WindPower Corporation ha ora in programma [17] di realizzare e provare un prototipo più grande, con potenza di 240 kW, rotori da 10,5 m di diametro ed una quota di funzionamento dell’ordine di 5000 m e anche oltre. Figura 24 – Fotografia scattata durante una prova del prototipo FEG sperimentato in Australia. In prospe
] di realizzare e provare un prototipo più grande, con potenza di 240 kW,
rotori da 10,5 m di diametro ed una quota di funzionamento dell’ordine di 5000 mCESI Ricerca S.p.A.
durante una prova del prototipo FEG sperimentato in Australia. In prospettiva, per le applicazioni industriali, la stessa società pensa alla realizzazione di unità molto più grandi, con quattro rotori (Figura 25) o anche otto, e potenze complessive dell’ordine di 10-20 MW. L’uso di molti rotori consentirebbe di comandare il FEG semplicemente attraverso il controllo collettivo del passo delle
a società pensa alla realizzazione di unità molto più grandi, con quattro
rotori (Figura 25) o anche otto, e potenze complessive dell’ordine di 10-20 MW. CESI Ricerca S.p.A.
oni industriali, la stessa società pensa alla realizzazione di unità molto più grandi, con quattro rotori (Figura 25) o anche otto, e potenze complessive dell’ordine di 10-20 MW. L’uso di molti rotori consentirebbe di comandare il FEG semplicemente attraverso il controllo collettivo del passo delle pale di coppie di rotori opportunamente scelti (con due soli rotori, è invece necessario effet
anche otto, e potenze complessive dell’ordine di 10-20 MW. L’uso di molti
rotori consentirebbe di comandare il FEG semplicemente attraverso il controllo cCESI Ricerca S.p.A.
e otto, e potenze complessive dell’ordine di 10-20 MW. L’uso di molti rotori consentirebbe di comandare il FEG semplicemente attraverso il controllo collettivo del passo delle pale di coppie di rotori opportunamente scelti (con due soli rotori, è invece necessario effettuare anche il controllo ciclico del passo delle pale, oltre a quello collettivo, per dirigere il mezzo). Figura 25 – “Vista
ente attraverso il controllo collettivo del passo delle pale di coppie di
rotori opportunamente scelti (con due soli rotori, è invece necessario effettuarCESI Ricerca S.p.A.
i 10-20 MW. L’uso di molti rotori consentirebbe di comandare il FEG semplicemente attraverso il controllo collettivo del passo delle pale di coppie di rotori opportunamente scelti (con due soli rotori , è invece necessario effettuare anche il controllo ciclico del passo delle pale, oltre a quello collettivo, per dirigere il mezzo). Figura 25 – “Vista d’artista” di un possibile futuro esemplar
passo delle pale di coppie di rotori opportunamente scelti (con due soli
rotori, è invece necessario effettuare anche il controllo ciclico del passo dellCESI Ricerca S.p.A.
io effettuare anche il controllo ciclico del passo delle pale, oltre a quello collettivo, per dirigere il mezzo). Figura 25 – “Vista d’artista” di un possibile futuro esemplare di FEG a quattro rotori . Secondo la Sky WindPower Corporation [17], i sistemi del tipo FEG avrebbero diversi vantaggi rispetto agli aerogeneratori tradizionali, fra cui in particolare: • possibilità di sfruttare venti
25 – “Vista d’artista” di un possibile futuro esemplare di FEG a quattro
rotori. Secondo la Sky WindPower Corporation [17], i sistemi del tipo FEG avrebbCESI Ricerca S.p.A.

Notes:
1 Where to start a query
2Smart Searcht breaks the user's input into individual words and then matches those words in any position and in any order in the table (rather than simple doing a simple string compare)
3Regular Expressions can be used to initialize advanced searches. In the regular expression search you can enter regular expression with various wildcards such as:

";